Carlo Goldoni
L'uomo di mondo

ATTO TERZO

SCENA SECONDA

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SCENA SECONDA

 

Eleonora, poi Momolo

 

ELEON. Parmi vedere in lui un certo rispetto verso di me, che un giorno potrebbe anche cangiarsi in amore.

MOM. Siora Leonora, la prego de compatirme. L'averà ben capio dal carattere de quella signora, se mi gh'ho nissuna cattiva intenzion.

ELEON. Son persuasa di questo. E credo che siate tanto indifferente con lei, quanto lo siete con me.

MOM. No, patrona, ghe xe qualche differenza, e gnanca tanto pochetta.

ELEON. Chi sta peggio da lei a me?

MOM. No so gnente. So che co ve vedo, me sento un certo bisegamento in tel cuor, che in mi xe qualcossa de straordinario.

ELEON. Permettetemi che io mi faccia interprete del vostro cuore. Un'occulta simpatia lo fa inclinare forse alla mia persona, e voi, nemico del vostro medesimo cuore, volete opporvi alle sue inclinazioni.

MOM. Ve dirò, siora Leonora; no me oppono all'inclinazion del cuor, ma ve digo ben che, per ascoltarlo, no voggio perder la libertà.

ELEON. Dunque per me non vi è speranza veruna.

MOM. (No la voria desgustar). (da sé) Chi sa? Pol darse, col tempo, che me mua de opinion.

ELEON. Bramo una consolazione da voi, senza che perdiate la libertà.

MOM. Comandème.

ELEON. Se chiedo, temo che mi neghiate il favore.

MOM. Me fe torto a dubitar. Fora dell'impegno d'un matrimonio, ve prometto tutto quel che volè.

ELEON. Voi per ora non vi volete ammogliare.

MOM. No certo.

ELEON. Ma non siete determinato di voler vivere sempre così.

MOM. Certo, che me poderave scambiar.

ELEON. Promettetemi dunque, che risolvendo di maritarvi, non isposerete altra donna che me.

MOM. Sì, ve lo prometto. Ma vu avereu pazienza de aspettar che me vegna sta volontà?

ELEON. Sì, certo, ve lo prometto, ve lo giuro, vi aspetterò.

MOM. E se stasse dies'anni?

ELEON. Per tutto il tempo della mia vita. È troppo grande l'amore che ho per voi. La sola speranza basta per consolarmi.

MOM. Patti chiari. Con tutto sto impegno mi no vôi suggizion. No gh'ha da esser pettegolezzi de zelosia.

ELEON. Mi riporterò sempre alla vostra discrezione.

MOM. (Questo el xe un amor particolar). (da sé)

ELEON. (Spero colla cortesia di obbligarlo). (da sé)

MOM. Siora , a bon reverirla, vago dalla mia ballarina.

ELEON. Pazienza. Ricordatevi qualche volta di me.

MOM. (Se stago troppo, me cusino de fatto). (da sé) Brava, cussì me piase. Pol esser che in sta maniera la indivinè. A revederse.

ELEON. Addio, caro.

MOM. Bondì... (tenero) (Oe, Momolo, forti in gambe). (da sé, e parte)

ELEON. È una gran pazienza la mia, dover soffrire la gelosia senza dimostrarla. Basta, confido nel tempo. Momolo non ha il cuore di sasso; si piegherà, se non altro, al merito della mia tolleranza. (parte)

 

 

 


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