Carlo Goldoni
Il vecchio bizzarro

ATTO TERZO

SCENA QUINDICESIMA

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SCENA QUINDICESIMA

 

Flaminia, Florindo e detti.

 

FLA. Ora mi lusingate, caro fratello. Ho motivo di non vi credere.

FLOR. Eppure credetemi, ch'ella è così.

CEL. Caro amico, voi che avete della bontà per me, persuadete voi mia nipote a fare una cosa buona.

FLOR. Che cosa, signore?

CEL. A sposare il signor Pantalone.

FLA. Sentite? Non ve l'ho detto?

FLOR. Evvi qualche trattato fra lei ed il signor Pantalone?

CEL. Vi potrebbe essere.

CLAR. Basterebbe ch'io volessi.

FLA. Ecco; sentitela. (a Florindo)

FLOR. A me il signor Pantalone si è dichiarato parzialissimo di mia sorella.

CEL. E con me si è mostrato inclinatissimo per mia nipote.

FLOR. Il signor Pantalone si burlerà dell'una e dell'altra.

CLAR. Io non sono una persona di cui la gente si prenda giuoco.

FLOR. Né mia sorella sarà impunemente schernita.

CEL. La signora Flaminia non è impegnata col signor Ottavio?

FLOR. Col signor Ottavio ogni trattato è sciolto.

CLAR. Ed ella volentieri si mariterebbe in Venezia.

CEL. Non so che dire: giacché non ha difficoltà di sposare un uomo avanzato... posso esibirmi ancor io.

CLAR. Non ci mancherebbe altro, per crepare in tre giorni.

CEL. (Sputa)

 

 

 


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