Carlo Goldoni
La vedova scaltra

ATTO PRIMO

Scena Dodicesima. Il Dottore e Pantalone

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Scena Dodicesima. Il Dottore e Pantalone

 

Strada con la casa di Rosaura

 

Pan. La xe cussì, el mio caro amigo e parente. Mio fradello Stefanelo xe morto senza fioi, e acciò no perissa la nostra casa senza eredi, me son resolto de maridarme mi.

Dott. La massima non è cattiva. Tutto sta che vi riesca d’aver figliuoli.

Pan. Ve dirò, son avanzà in età; ma siccome m’ho sparagnà in zoventù, cussì spero de valer qualcossa in vecchiezza.

Dott. Avete stabilito e fissato con chi accompagnarvi?

Pan. Mio fradelo ha tiolto per mugier siora Rosaura, e mi inclinerave a siora Eleonora, e cussì tutte do le vostre putte le sarìa in casa mia, quando che vu, colla solita vostra cortesia, no me dis‚ de no.

Dott. Io per me sarei contentissimo; e vi ringrazio della stima che fate di me e delle mie figlie. Basta che Eleonora sia contenta, prendetela ch’io ve l’accordo.

Pan. Ve dirò, la xe avezza a star in casa mia, in compagnia de so sorella, onde spererìa che no la disesse de no, e me par che no la me veda de mal occhio.

Dott. Io, se vi contentate, ne parlerò con Eleonora; voi ditene una parola a Rosaura, e fra voi e me, col consiglio della sorella, spero la cosa riuscirà in bene. Amico, vo per un affar di premura, e avanti sera ci rivedremo.

 


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