Carlo Goldoni
L'amore artigiano

ATTO PRIMO

SCENA OTTAVA   Bernardo solo.

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SCENA OTTAVA

 

Bernardo solo.

 

 

Quasi le do ragione;

Mia figlia a quel balcone

Non si affaccierà più.

Ora prendo un bastone, e vado su.

No, vo' tacer per ora:

So che in fretta lavora.

Finisca il lavoriere,

Poi farò colla frasca il mio dovere.

Ah, sei qui, poltronaccio? (al Garzone che arriva)

Parti sia questa l'ora

Di venire a bottega? Un'altra volta

Che tardi a questo segno,

Romperti io voglio sulla schiena un legno.

Vien qui, prendi, birbone:

Queste scarpe riponi, e dammi quelle

Di madama Costanza. (il Garzone prende le scarpe)

Eh, ti farò ben io cambiare usanza. (il Garzone entra in bottega colle scarpe)

 

Pover padroni, - mastri dolenti!

Tristi garzoni, - ladri o insolenti!

Chi ci schernisce, - chi ci tradisce:

Sempre malanni, sempre gridar.

Qua quelle scarpe, brutto sguaiato.

(Mangiando viene il Garzone colle scarpe richieste)

Sei affamato? - Possa crepar.

Giorni stentati - da noi si mena.

Siam mal pagati, - siam strapazzati,

E alla catena - dobbiamo star.

Animalaccio, - brutto porcaccio,

Fa il tuo dovere, va a lavorar.

(parte colle scarpe, ed il Garzone si ritira in bottega)

 

 


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