Carlo Goldoni
La vedova scaltra

ATTO SECONDO

Scena Quattordicesima. Foletto lacchè, e dette

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Scena Quattordicesima. Foletto lacchè, e dette

 

Fol. Servo umilissimo di Vossignoria Illustrissima.

Ros. Chi sei?

Fol. Sono Foletto, lacchè dell'illustrissimo signor Conte di Bosco Nero, ai comandi di V. S. Illustrissima.

Mar. Lo voleva dire, ch'era servitore di un Italiano. In Italia non vi è carestia di titoli superlativi.

Ros. Che dice il Conte tuo padrone?

Fol. L'Illustrissimo signor Conte, mio padrone, manda questa lettera all'illustrissima signora Rosaura, mia signora. (le la lettera).

Ros. (legge piano)

Mar. Amico, siete stato a Parigi?

Fol. Padrona no.

Mar. Saprete poco servire.

Fol. Perché?

Mar. Perché la vera scuola si trova solamente colà.

Fol. Eppure, benché non sia stato a Parigi, so anch'io una certa moda molto comoda per i servitori, e la metterò in pratica, se volete.

Mar. E qual è questa moda?

Fol. Che quando il padrone fa all'amore colla padrona, il lacchè fa lo stesso con la cameriera.

Mar. Oh, la sai lunga davvero!

Ros. Ho inteso: dirai al tuo padrone...

Fol. Ma per amor del cielo, mi onori, illustrissima padrona, della risposta in carta; altrimenti...

Mar. Non si busca la mancia, non è vero?

Fol. Per l'appunto. Chi è del mestiere, lo sa.

Mar. Che ti venga la rabbia, lacchè del diavolo!

Ros. (va al tavolino) Or vado a formar la risposta.

Fol. Francesina, come state d'innamorati?

Mar. Eh, così così.

Fol. La notte si calano prosciutti dalla finestra?

Mar. Oh, io non son di quelle.

Fol. Già me l'immagino. Ma pure, se ci venissi io, vi sarebbe niente?

Mar. Chi sa?

Fol. Stasera mi provo.

Mar. Eh birbone! Sa il cielo quante ne hai!

Fol. Certo che col salario non potrei scialare, se non avessi quattro serve che mi mantenessero.

Mar. Alla larga.

Fol. Via via, sarete la quinta.

Ros. Eccoti la risposta.

Fol. Grazie a Vossignoria Illustrissima. Ma volevo dir io, illustrissima padrona, vi è nulla per il giovane?

Ros. Sì, prendi. (gli la mancia)

Fol. Obbligatissimo a V. S. Illustrissima; e viva mill'anni V. S. Illustrissima Francesina, a rivederci a stasera.

(parte correndo)


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