Carlo Goldoni
La vedova scaltra

ATTO SECONDO

Scena Ventiduesima. Arlecchino, poi Marionette, ch'esce di casa

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

Scena Ventiduesima. Arlecchino, poi Marionette, ch'esce di casa

 

Arl. (resta attonito colla carta in mano, guardando dietro a Monsieur.)

Mar. Monsieur Arlecchino, che fate voi?

Arl. Stava pensando alla generosità d'un Francese.

Mar. Di Monsieur Le Blau?

Arl. Giusto de quello.

Mar. Vi ha forse regalato?

Arl. E come!

Mar. Sentite voi che volete essere un servitor parigino, imparate le buone usanze di quel paese. Quando il servitore dell'amante guadagna qualche mancia, deve farne parte colla cameriera della sua bella. Perché poi la cameriera è quella che fa che le cose passino bene e che tutti godano.

Arl. Evviva Marionette, meriti una recognizione senza misura.

Mar. Certo ch'io ho molto giovato al tuo padrone.

Arl. Vo pensando che posso darti per un'opera così bene eseguita.

Mar. Dieci scudi non pagherebbero i buoni uffici che ho fatti per lui.

Arl. Dieci scudi? Meriti un premio illimitato, una recognizione estraordinaria. Ma ecco, ecco ch'io già m'accingo a premiarti in una maniera corrispondente al tuo merito. Para la mano. Eccoti un pezzo di questa carta, ch'èla cosa più preziosa di questo mondo.(straccia un pezzo di foglio, glielo , e parte)

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License