Carlo Goldoni
Il ventaglio

ATTO SECONDO

Scena Dodicesima. Evaristo di strada, collo schioppo in spalla, e Moracchio collo schioppo in mano, una sacchetta col salvatico, ed il cane attaccato alla corda; e detta [poi Tognino]

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Scena Dodicesima. Evaristo di strada, collo schioppo in spalla, e Moracchio collo schioppo in mano, una sacchetta col salvatico, ed il cane attaccato alla corda; e detta [poi Tognino]

 

EVARISTO Tenete, portate il mio schioppo da voi. Custodite quelle pernici fino che io ne dispongo. Vi raccomando il cane. (siede al caffè, piglia tabacco e s'accomoda)

MORACCHIO Non dubiti che sarà tutto ben custodito. (ad Evaristo) Il desinare è all'ordine? (a Giannina, avanzandosi)

GIANNINA È all'ordine.

MORACCHIO Cosa diavolo hai? Sei sempre in collera con tutto il mondo, e poi ti lamenti di me.

GIANNINA Oh è vero. Siamo fratelli, non vi è niente che dire...

MORACCHIO Via andiamo a desinare ch'è ora. (a Giannina)

GIANNINA Sì sì va' avanti che poi verrò. (Voglio parlare col signor Evaristo).

MORACCHIO Se vieni, vieni, se non vieni mangerò io. (entra in casa)

GIANNINA Se ora mangiassi, mangerei del veleno.

EVARISTO (Non si vede nessuno nella terrazza. Saranno a pranzo probabilmente. È meglio ch'io vada all'osteria. Il Barone mi aspetta). (si alza) Ebbene Giannina avete niente da dirmi? (vedendo Giannina)

GIANNINA Oh sì signore ho qualche cosa da dirli. (bruscamente)

EVARISTO Avete dato il ventaglio?

GIANNINA Eccolo qui il suo maladetto ventaglio.

EVARISTO Che vuol dire? non avete potuto darlo?

GIANNINA Ho ricevuto mille insulti, mille impertinenze, e mi hanno cacciato di casa come una briccona.

EVARISTO Si è forse accorta la signora Geltruda?

GIANNINA Eh, non è stata solamente la signora Geltruda. Le maggiori impertinenze me l'ha dette la signora Candida.

EVARISTO Perché? Cosa li avete fatto?

GIANNINA Io non le ho fatto niente, signore.

EVARISTO Le avete detto che avevate un ventaglio per lei?

GIANNINA Come poteva dirglielo, se non mi ha dato tempo, e mi hanno scacciata come una ladra?

EVARISTO Ma ci deve esser il suo perché.

GIANNINA Per me so di non averle fatto niente. E tutto questo maltrattamento son certa, son sicura che me lo ha fatto per causa vostra.

EVARISTO Per causa mia? La signora Candida che mi ama tanto?

GIANNINA Vi ama tanto la signora Candida?

EVARISTO Non vi è dubbio, ne son sicurissimo.

GIANNINA Oh sì vi assicuro anch'io che vi ama bene, bene, ma bene.

EVARISTO Voi mi mettete in una agitazione terribile.

GIANNINA Andate, andate a ritrovare la vostra bella, la vostra cara.

EVARISTO E perché non vi posso andare?

GIANNINA Perché il posto è preso.

EVARISTO Da chi? (affannato)

GIANNINA Dal signor barone del Cedro.

EVARISTO Il Barone è in casa? (con meraviglia)

GIANNINA Che difficoltà c'è che sia in casa, se è lo sposo della signora Candida?

EVARISTO Giannina, voi sognate, voi delirate, voi non fate che dire degli spropositi.

GIANNINA Non mi credete, andate a vedere, e saprete, s'io dico la verità.

EVARISTO In casa della signora Geltruda...

GIANNINA E della signora Candida.

EVARISTO Vi è il Barone?

GIANNINA Del Cedro...

EVARISTO Sposo della signora Candida...

GIANNINA L'ho veduto con questi occhi, e sentito con queste orecchie.

EVARISTO Non può stare, non può essere, voi dite delle bestialità.

GIANNINA Andate, vedete, sentite, e vedrete s'io dico delle bestialità. (cantando)

EVARISTO Subito immediatamente. (corre al palazzino e batte)

GIANNINA Povero sciocco! Si fida dell'amore d'una giovane di città! Non sono come noi no, le cittadine.

(Evaristo freme, e poi torna a battere)

TOGNINO (apre, e si fa vedere sulla porta)

EVARISTO E bene!

TOGNINO Perdoni, io non posso introdur nessuno.

EVARISTO Avete detto che sono io?

TOGNINO L'ho detto.

EVARISTO Alla signora Candida?

TOGNINO Alla signora Candida.

EVARISTO E la signora Geltruda non vuole ch'io entri?

TOGNINO Anzi la signora Geltruda aveva detto di lasciarla entrare, e la signora Candida non ha voluto.

EVARISTO Non ha voluto? Ah, giuro al Cielo! Entrerò. (vuol sforzare e Tognino gli serra la porta in faccia)

GIANNINA Ah! cosa le ho detto io?

EVARISTO Son fuor di me. Non so in che mondo mi sia. Chiudermi la porta in faccia?

GIANNINA Oh, non si maravigli. L'hanno fatto anche a me questo bel trattamento.

EVARISTO Com'è possibile che Candida m'abbia potuto ingannare?

GIANNINA Quel ch'è di fatto non si può mettere in dubbio.

EVARISTO Ancora non lo credo, non lo posso credere, non lo crederò mai.

GIANNINA Non lo crede?

EVARISTO No, vi sarà qualche equivoco, qualche mistero, conosco il cuore di Candida; non è capace.

GIANNINA Bene. Si consoli così. Speri, e se la goda che buon pro le faccia.

EVARISTO Voglio parlar con Candida assolutamente.

GIANNINA Se non l'ha voluto ricevere!

EVARISTO Non importa. Vi sarà qualche altra ragione. Andrò in casa del caffettiere. Mi basta di vederla, di sentire una parola da lei. Mi basta un cenno per assicurarmi della mia vita, o della mia morte.

GIANNINA Tenga.


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