Carlo Goldoni
Il ventaglio

ATTO SECONDO

Scena Tredicesima. Coronato e Scavezzo vengono da dove sono andati. Scavezzo va dirittura all'osteria, Coronato resta in disparte ad ascoltare; e detti [poi Crespino.]

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Scena Tredicesima. Coronato e Scavezzo vengono da dove sono andati. Scavezzo va dirittura all'osteria, Coronato resta in disparte ad ascoltare; e detti [poi Crespino.]

 

EVARISTO Cosa volete darmi?

GIANNINA Il ventaglio.

EVARISTO Tenetelo, non mi tormentate.

GIANNINA Me lo dona il ventaglio?

EVARISTOtenetelo, ve lo dono. (Son fuor di me stesso).

GIANNINA Quand'è così, la ringrazio.

CORONATO (Oh oh, ora ho saputo cos'è il regalo. Un ventaglio). (senza esser veduto entra nell'osteria)

EVARISTO Ma se Candida non si lascia da me vedere, se per avventura non si affaccia alle sue finestre, se vedendomi ricusa di ascoltarmi, se la zia glielo vieta, sono in un mare di agitazioni, di confusioni.

CRESPINO (con un sacco di curame e scarpe ecc. va per andare alla sua bottega, vede li due, si ferma ad ascoltare)

GIANNINA Caro signor Evaristo ella mi fa pietà, mi fa compassione.

EVARISTO Sì, Giannina mia lo merito veramente.

GIANNINA Un signorebuono, sì amabile, sì cortese!

EVARISTO Voi conoscete il mio core, voi siete testimonio dell'amor mio.

CRESPINO (Buono, sono arrivato a tempo). (col sacco in spalla)

GIANNINA In verità, se sapessi io la maniera di consolarlo!

CRESPINO (Brava!)

EVARISTO Sì ad ogni costo voglio tentar la mia sorte. Non voglio potermi rimproverare di aver trascurato di sincerarmi. Vado al caffè, Giannina, vado e vi vado tremando. Conservatemi l'amor vostro, e la vostra bontà. (la prende per mano, ed entra nel caffè)

GIANNINA Da una parte mi fa ridere, dall'altra mi fa compassione.

CRESPINO (mette qui il sacco, tira fuori le scarpe ecc., le mette sul banchetto e in bottega, senza dir niente)

GIANNINA Oh, ecco Crespino. Ben ritornato. Dove siete stato sin ora?

CRESPINO Non vedete? A comprare del cuoio, e a prendere delle scarpe d'accomodare.

GIANNINA Ma voi non fate che accomodar delle scarpe vecchie. Non vorrei che dicessero... Sapete che non vi sono che delle male lingue.

CRESPINO Eh le male lingue avranno da divertirsi più sopra di voi che sopra di me. (lavorando)

GIANNINA Sopra di me? che cosa possono dire di me?

CRESPINO Cosa m'importa che dicano, ch'io faccio più il ciabattino che il calzolaro? Mi basta d'essere un galantuomo, e di il pane onoratamente. (lavorando)

GIANNINA Ma io non vorrei mi dicessero la ciabattina.

CRESPINO Quando?

GIANNINA Quando sarò vostra moglie.

CRESPINO Eh!

GIANNINA Eh! cosa questo eh? cosa vuol dir questo eh?

CRESPINO Vuol dire che la signora Giannina non sarà né ciabattina, né calzolaia, ch'ella ha delle idee vaste e grandiose.

GIANNINA Siete pazzo, o avete bevuto questa mattina?

CRESPINO Non son pazzo, non ho bevuto, ma non sono né orbo, né sordo.

GIANNINA E che diavolo volete dire? Spiegatevi, se volete ch'io vi capisca.

CRESPINO Vuol che mi spieghi? Mi spiegherò. Credete ch'io non abbia sentito le belle parole col signor Evaristo?

GIANNINA Col signor Evaristo?

CRESPINO Giannina mia... voi conoscete il mio core... voi siete testimonio dell'amor mio. (contrafacendo Evaristo)

GIANNINA Oh matto! (ridendo)

CRESPINO In verità se sapessi la maniera di consolarlo! (contrafacendo Giannina)

GIANNINA Oh matto! (come sopra)

CRESPINO Giannina conservatemi l'amor vostro e la vostra bontà. (contrafacendo Evaristo)

GIANNINA Matto, e poi matto. (come sopra)

CRESPINO Io matto?

GIANNINA Sì, voi, voi, matto, stramatto, e di di matto.

CRESPINO Corpo del diavolo non ho veduto io? Non ho sentito la bella conversazione col signor Evaristo?

GIANNINA Matto.

CRESPINO E quello che gli avete risposto?

GIANNINA Matto.

CRESPINO Giannina finite con questo matto che farò da matto da vero. (minacciando)

GIANNINA Ehi ehi! (con serietà, poi cangia tuono) Ma credete voi che il signor Evaristo abbia della premura per me?

CRESPINO Non so niente.

GIANNINA E ch'io sia così bestia per averne per lui?

CRESPINO Non so niente.

GIANNINA Venite qua, sentite. (dice presto presto) Il signor Evaristo è amante della signora Candida, e la signora Candida lo ha burlato, e vuol sposare il signor Barone. E il signor Evaristo è disperato, è venuto a sfogarsi meco, ed io lo compassionava per burlarmi di lui, ed egli si consolava con me. Avete capito?

CRESPINO Né anche una parola.

GIANNINA Siete persuaso della mia innocenza?

CRESPINO Non troppo.

GIANNINA Quando è così, andate al diavolo. Coronato mi brama, Coronato mi cerca. Mio fratello gli ha dato parola. Il signor Conte mi stimola, mi prega. Sposerò Coronato. (presto)

CRESPINO Adagio, adagio. Non andate subito sulle furie. Posso assicurarmi che dite la verità? Che non avete niente a che fare col signor Evaristo?

GIANNINA E non volete che vi dica matto? Caro il mio Crespino che vi voglio tanto bene che siete l'anima mia, il mio caro coccolo, il mio caro sposino. (accarezzandolo)

CRESPINO E cosa vi ha donato il signor Evaristo? (dolcementei)

GIANNINA Niente.

CRESPINO Niente sicuro? niente?

GIANNINA Quando vi dico niente, niente. (Non voglio che sappia del ventaglio che subito sospetterebbe).

CRESPINO Posso esser certo?

GIANNINA Ma via non mi tormentate.

CRESPINO Mi volete bene?

GIANNINA Sì vi voglio bene.

CRESPINO Via facciamo la pace. (le tocca la mano)

GIANNINA Matto. (ridendo)

CRESPINO Ma perché matto? (ridendo)

GIANNINA Perché siete un matto.


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