Carlo Goldoni
Il ventaglio

ATTO TERZO

Scena Decima. Evaristo dalla casa di Giannina, e detto

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Scena Decima. Evaristo dalla casa di Giannina, e detto

 

EVARISTO (Oh, eccolo ancora qui, dubitava, ch'ei fosse partito. Non so come il sonno abbia potuto prendermi fra tante afflizioni. La stanchezza... la lassitudine. Ora mi par di rinascere. La speranza di ricuperar il ventaglio...) Signor Conte la riverisco divotamente.

CONTE Servitor suo. (leggendo e ridendo)

EVARISTO Permette, ch'io possa dirle una parola?

CONTE Or ora son da voi. (come sopra)

EVARISTO (Se non ha il ventaglio in mano, io non so come introdurmi a parlare).

CONTE (si alza ridendo, mette cvia il libro e s'avanza) Eccomi qui. Cosa posso fare per servirvi?

EVARISTO Perdonate se vi ho disturbato. (osservando se vede il ventaglio)

CONTE Niente, niente finirò la mia favola un'altra volta.

EVARISTO Non vorrei che mi accusaste di troppo ardito.

CONTE Cosa guardate? Ho qualche macchia d'intorno? (si guarda)

EVARISTO Scusatemi. Mi è stato detto che voi avevate un ventaglio.

CONTE Un ventaglio? (confondendosi) È vero, l'avete forse perduto voi?

EVARISTOsignor l'ho perduto io.

CONTE Ma vi sono bene dei ventagli al mondo. Cosa sapete che sia quello che avete perduto?

EVARISTO Se volete aver la bontà di lasciarmelo vedere...

CONTE Caro amico mi dispiace che siete venuto un po' tardi.

EVARISTO Come tardi?

CONTE Il ventaglio non è più in mano mia.

EVARISTO Non è più in mano vostra? (agitato)

CONTE No, l'ho dato ad una persona.

EVARISTO E a qual persona l'avete dato? (riscaldandosi)

CONTE Questo è quello, ch'io non voglio dirvi.

EVARISTO Signor Conte mi preme saperlo; mi preme aver quel ventaglio, e mi avete a dire chi l'ha.

CONTE Non vi dirò niente.

EVARISTO Giuro al cielo, voi lo direte. (trasportato)

CONTE Come! mi perdereste il rispetto?

EVARISTO Lo dico, e lo sosterrò; non è azione da galantuomo. (con caldo)

CONTE Sapete voi che ho un paio di pistole cariche? (caldo)

EVARISTO Che importa a me delle vostre pistole? Il mio ventaglio signore.

CONTE Che diavolo di vergogna! Tanto strepito per uno straccio di ventaglio che valerà cinque paoli.

EVARISTO Vaglia quel che sa valere, voi non sapete quello che costa, ed io darei per riaverlo... Sì, darei cinquanta zecchini.

CONTE Dareste cinquanta zecchini!

Sì, ve lo dico, e ve lo prometto. Se si potesse ricuperare darei cinquanta zecchini.

CONTE (Diavolo, bisogna che sia dipinto da Tiziano, o da Raffaelo d'Urbino).

EVARISTO Deh signor Conte fatemi questa grazia, questo piacere.

CONTE Vedrò se si potesse ricuperare, ma sarà difficile.

EVARISTO Se la persona che l'ha, volesse cambiarlo in cinquanta zecchini, disponetene liberamente.

CONTE Se l'avessi io, mi offenderei d'una simile proposizione.

EVARISTO Lo credo benissimo. Ma può essere che la persona che l'ha non si offenda.

CONTE Oh in quanto a questo, la persona si offenderebbe quanto me, e forse forse... Amico, vi assicuro che sono estremamente imbrogliato.

EVARISTO Facciamo così, signor Conte. Questa è una scattola d'oro, il di cui solo peso val cinquantaquattro zecchini. Sapete che la fattura raddoppia il prezzo; non importa, per ricevere quel ventaglio, ne offerisco il cambio assai volentieri. Tenete. (glie la )

CONTE Ci sono de' diamanti in quel ventaglio? Io non ci ho badato.

EVARISTO Non ci sono diamanti, non val niente, ma per me è prezioso.

CONTE Bisognerà vedere di contentarvi.

EVARISTO Vi prego, vi supplico, vi sarò obbligato.

CONTE Aspettate qui. (Sono un poco imbrogliato!) Farò di tutto per soddisfarvi... e volete, ch'io dia in cambio la tabacchiera?

EVARISTOdatela liberamente.

CONTE Aspettate qui. (s'incammina) E se la persona mi rendesse il ventaglio, e non volesse la tabacchiera?

EVARISTO Signore la tabacchiera l'ho data a voi, è cosa vostra, fatene qual uso che vi piace.

CONTE Assolutamente?

EVARISTO Assolutamente.

CONTE (Il Barone finalmente è galantuomo, è mio amico). Aspettate qui. (Se fossero i cinquanta zecchini non li accetterei, ma una tabacchiera d'oro? Sì signore, è un presente da titolato). (va alla spezieria)

EVARISTO Sì per giustificarmi presso dell'idol mio farei sagrifizio del mio sangue medesimo, se abbisognasse.


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