Carlo Goldoni
Il ventaglio

ATTO TERZO

Scena Sedicesima. Candida, Susanna dal palazzino, e detti

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Scena Sedicesima. Candida, Susanna dal palazzino, e detti

 

CANDIDA Che mi comanda la signora zia?

GELTRUDA Andiamo a far quattro passi.

CANDIDA (Ah, è qui quel perfido d'Evaristo!)

GELTRUDA Ma che vuol dire che non avete il ventaglio? (a Candida)

CANDIDA Non sapete che questa mattina si è rotto?

GELTRUDA Ah sì è vero; se si potesse trovarne uno!

BARONE (Ora è il tempo di darglielo). (piano al Conte, urtandolo con premura)

CONTE (No in pubblico, no). (piano al Barone)

GELTRUDA Signor Evaristo, ne avrebbe uno a sorte?

EVARISTO Eccolo a' vostri comandi. (a Gertruda lo fa vedere, ma non lo )

CANDIDA (si volta dall'altra parte con dispetto)

BARONE (Il vostro ventaglio). (piano al Conte)

CONTE (Diavolo! oibò). (al Barone)

BARONE (Fuori il vostro). (al Conte)

CONTE (No, ora no). (al Barone)

GELTRUDA Nipote non volete ricevere le grazie del signor Evaristo?

CANDIDA No signora, scusatemi; non ne ho di bisogno.

CONTE (Vedete non l'accetta). (al Barone)

BARONE (Date a me, date a me il vostro). (al Conte)

CONTE (Volete far nascere una disfida?) (al Barone)

GELTRUDA Si potrebbe sapere, perché non volete ricevere quel ventaglio?

CANDIDA Perché non è mio, perché non era destinato per me. (a Geltruda, con caricatura) E perché non è mio, né vostro decoro, ch'io lo riceva.

GELTRUDA Signor Evaristo a voi tocca a giustificarvi.

EVARISTO Lo farò, se mi vien permesso.

CANDIDA Con licenza. (vuol andar via)

GELTRUDA Restate qui che ve lo comando. (Candida resta)

BARONE (Che imbroglio è questo?) (al Conte)

CONTE (Io non so niente). (al Barone)

EVARISTO Signora Susanna conoscete voi questo ventaglio?

SUSANNAsignore, è quello che avete comprato da me questa mattina, e ch'io imprudentemente ho creduto che l'aveste comprato per Giannina.

GIANNINA Oh così mi piace: imprudentemente! (a Susanna)

SUSANNA Sì, confesso il mio torto, e voi imparate da me a render giustizia alla verità. Per altro io aveva qualche ragione, perché il signor Evaristo ve l'aveva dato.

EVARISTO Perché vi aveva io dato questo ventaglio? (a Giannina)

GIANNINA Per darlo alla signora Candida: ma quando voleva darglielo mi ha strapazzato; e non mi ha lasciato parlare. Io poi voleva rendervelo, voi non l'avete voluto, ed io lo ho a Crespino.

CRESPINO Ed io son caduto, e Coronato l'ha preso.

EVARISTO Ma dov'è Coronato? Come poi è sortito dalle mani di Coronato?

CRESPINO Zitto, non lo stiano a chiamare che giacché non c'è dirò io la verità. Piccato sono entrato nell'osteria per trovar del vino, l'ho trovato a caso, e l'ho portato via.

EVARISTO E che cosa ne avete fatto?

CRESPINO Un presente al signor Conte.

CONTE Ed io un presente al signor Barone.

BARONE Voi l'avete riavuto! (al Conte, con sdegno)

CONTE Sì, e l'ho rimesso nelle mani del signor Evaristo.

EVARISTO Ed io lo presento alle mani della signora Candida.

CANDIDA (fa una riverenza, prende il ventaglio, e ridendo si consola)

BARONE Che scena è questa? Che impiccio è questo? Sono io messo in ridicolo per cagione vostra? (al Conte)

CONTE Giuro al Cielo, giuro al Cielo signor Evaristo!

EVARISTO Via via signor Conte si quieti. Siamo amici, mi dia una presa di tabacco.

CONTE Io son così, quando mi prendono colle buone non posso scaldarmi il sangue.

BARONE Se non ve lo scaldate voi, me lo scalderò io.

GELTRUDA Signor Barone...

BARONE E voi signora vi prendete spasso di me? (a Geltruda)

GELTRUDA Scusatemi, voi mi conoscete poco, signore. Non ho mancato a tutti i numeri del mio dovere. Ho ascoltate le vostre proposizioni, mia nipote le aveva ascoltate, ed accettate, ed io con piacere vi acconsentiva.

CONTE Sentite? Perché le avevo parlato io. (al Barone)

BARONE E voi, signora, perché lusingarmi? Perché ingannarmi?

CANDIDA Vi domando scusa, signore. Ero agitata da due passioni contrarie. La vendetta mi voleva far vostra, e l'amore mi ridona ad Evaristo.

CONTE Oh qui non c'entro.

EVARISTO E se foste stato amante meno sollecito, ed amico mio più sincero, non vi sareste trovato in caso tale.

BARONE Sì è vero, confesso la mia passione, condanno la mia debolezza. Ma detesto l'amicizia, e la condotta del signor Conte. (saluta e via)

CONTE Eh niente, siamo amici. Si scherza. Fra noi altri colleghi ci conosciamo. Animo facciamo queste nozze, questo matrimonio.

GELTRUDA Entriamo in casa, e spero che tutto si adempirà con soddisfazione comune.

CANDIDA (si fa fresco col ventaglio)

GELTRUDA Siete contenta d'aver nelle mani quel sospirato ventaglio? (a Candida)

CANDIDA Non posso spiegare l'eccesso della mia contentezza.

GIANNINA Gran ventaglio! ci ha fatto girar la testa dal primo all'ultimo.

CANDIDA È di Parigi questo Ventaglio?

SUSANNA Vien di Parigi ve l'assicuro.

GELTRUDA Andiamo; v'invito tutti a cena da noi. Beveremo alla salute di chi l'ha fatto. (ai comiciE ringrazieremo umilmente, chi ci ha fatto l'onore di compatirlo.


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