Carlo Goldoni
La villeggiatura

ATTO PRIMO

SCENA SESTA

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SCENA SESTA

 

Don Gasparo, poi la Menichina e la Libera.

 

GASP. Servitor umilissimo. (dietro a donna Lavinia) Ehi, venite, ragazze, che non c'è nessuno.

LIB. È andata via la signora?

GASP. Sì, è partita. Venite pure liberamente. Non abbiate paura.

LIB. Paura di che? Non ho paura di nessuno io.

MEN. Ed io? Non ho paura di mia madre; figuratevi se avrò paura di lei.

GASP. Lo sapete; quando ella c'è, non vorrebbe che ci veniste voi.

LIB. E io ci voglio venire. Son nata qui; son figlia di un lavoratore di qui; son moglie dell'ortolano; ci sono sempre stata, e ci voglio venire.

MEN. Quando ci veniva la padrona vecchia, ero sempre qua io, e mi voleva bene. Che cosa è di più questa signora sposa, che non mi vuole?

GASP. Lasciamo andare, lasciamo andare. Finalmente sono padrone io. Quando vi chiamo io, veniteci; quando c'è la signora, sfuggitela.

MEN. Lo so io, per che cosa è in collera meco.

GASP. Perché? che cosa le avete fatto?

MEN. Un giorno sono andata nella sua camera, ch'ella non c'era. Ho trovato sul tavolino un vasetto con certa polvere rossa; vi era la sua cagnolina; ed io, sapete che ho fatto? l'ho tinta tutta di rosso. È venuta la signora, la mi voleva dare uno schiaffo. Ho gridato: la cagnolina si è spaventata; è fuggita via; e tutta la villa ha detto che la cagnolina era dipinta come la sua padrona.

GASP. Avrei riso anch'io, se ci fossi stato.

LIB. E con me se sapeste per che cosa è sdegnata!

GASP. E perché è sdegnata con voi?

LIB. Perché vede che tutti quelli che vengono qui, mi vedono volentieri. Per bontà loro mi fanno delle finezze. Vengono a ritrovarmi a casa. Mi vogliono a ballar con loro.

MEN. E io dirò, come dice il signor don Eustachio, sono l'idolo di questa terra.

LIB. Il signor don Riminaldo m'ha detto cento volte, che se non ci fossi io qui, non ci verrebbe nemmeno lui.

GASP. Ehi, donne mie, a che gioco giochiamo? Non vorrei così bel bello venir qui io a farvi il mezzano. Mi è stato detto che si divertono con voi questi che mi favoriscono.

LIB. Signor don Gasparo, che dic'ella? Io sono una donna che, non fo per dire, ma nessuno può dire...

MEN. Io sono stata allevata da mia madre, che certo era una donna che per allevare...

LIB. E ponno fare con me, e ponno dire, che non c'è da dire...

MEN. Io sono una fanciulla, che non c'è da pensare

LIB. Se venissero coll'oro in mano...

MEN. Né meno se mi dessero non so cosa..

LIB. E ho da fare con un marito...

MEN. Ho una madre, che per diana..

LIB. Qui ci si viene così, così...

MEN. Si viene, perché si viene...

GASP. Avete finito?

LIB. Se mio marito se lo potesse pensare.

MEN. Se io sapessi che si dicesse...

GASP. Non ancora?

LIB. Posso andare così io, colla faccia mia, sì signore.

MEN. E chi dicesse ch'io... per questo... non lo potrebbe dire...

LIB. E sono conosciuta da tutta questa viggilatura...

MEN. E la Menichina può stare in conversazione...

LIB. E domandatelo...

MEN. E sì signore.

GASP. Ma finitela una volta. Tenete, voglio regalarvi un poco della mia caccia.

LIB. Chi mi vuole, mi prenda; e chi non mi vuole mi lasci.

MEN. Non c'è pericolo ch'io dica...

GASP. Tenete. ( qualche selvatico alla Libera)

LIB. Non sono una donna... che si lasci... così per poco...

GASP. Tenete voi. (fa lo stesso colla Menichina)

MEN. Se qualcheduno vuol dire, che cosa può dire? (prendendo il selvatico con disprezzo)

GASP. Questo è bello. Tenete. (alla Libera, poi alla Menichina)

LIB. Sono stomacata di queste cose. (come sopra)

MEN. Certe bocche non si ponno soffrire.

GASP. Ma voi mi avete stordito.

LIB. Chi è, che di me possa dire?

GASP. Nessuno.

MEN. Chi può vantarsi che io...

GASP. Nessuno.

LIB. Chi l'ha detto?

GASP. Nessuno.

MEN. Chi ha parlato?

GASP. Nessuno.

LIB. L'averà detto la signora.

MEN. L'illustrissima l'averà detto.

GASP. Oh povero me!

LIB. E se l'ha detto lei...

MEN. E se è venuto da quella parte...

LIB. Anch'io potrò dire.

MEN. Anch'io mi potrò sfogare.

GASP. Non posso più.

LIB. Che ne so di belle di lei.

MEN. E di lei, e di lui, e di loro.

GASP. Vado via.

LIB. E di loro, per cagione di lei.

MEN. E di lei, per cagione di loro.

GASP. E di lei non ci penso, e di voi sono stanco. Vado via: mi avete fatto tanto di testa. (parte)

LIB. Vado a dirlo al signor don Eustachio.

MEN. Vado a raccontarlo al signor don Riminaldo.

LIB. E gli voglio donare queste beccaccie. (parte)

MEN. Ed io gli voglio donare questa pernice. (parte)

 

 

 


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