Carlo Goldoni
La villeggiatura

ATTO TERZO

SCENA PRIMA

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ATTO TERZO

SCENA PRIMA

 

 

Don Eustachio e Don Riminaldo.

 

RIM. Vi assicuro che ho riso la parte mia.

EUS. Don Ciccio è il condimento migliore di questa villeggiatura.

RIM. La scena poi con don Paoluccio ha finito graziosamente.

EUS. Ora ha una paura grandissima, non si lascia vedere nemmeno.

RIM. Don Gasparo per altro m'ha detto che la vuole accomodare con don Ciccio; che non vuol perdere una sì bella occasione di ridere e di divertirsi.

EUS. Poveri noi se restiamo senza don Ciccio. È terminato lo spasso. In casa, fuori di un po' di gioco, non si fa altro.

RIM. E da qui innanzi non vogliono che si giochi più al faraone. I piccioli giochi non mi divertono, onde faccio conto d'andarmene.

EUS. È venuto ora don Paoluccio a stordirci il capo col suo Parigi, colla sua Londra.

RIM. E credo sia anche venuto a disseminare un poco di discordia fra queste nostre signore.

EUS. Per me ci penso poco di questo. Non bado io alle signore, mi diverto più volentieri colle contadine.

RIM. Anch'io, per un poco, ma mi stufo presto; quando non si gioca, non so che fare.

 

 

 


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