Carlo Goldoni
L'incognita

ATTO PRIMO

SCENA VENTUNESIMA

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SCENA VENTUNESIMA

 

Bargello coi birri, ed i suddetti.

 

BARG. Alto, ferma, la Corte.

LEL. Indietro, o ch’io v’uccido. (i birri arrestano Florindo)

BARG. Questo è preso. Conducetelo alla prigione (ai birri)

FLOR. Infelice Rosaura, ti raccomando alla clemenza del cielo. (parte coi birri)

LEL. Che fate qui voi altri? Perché di qui non andate? (al Bargello)

BARG. Signor Lelio, favorisca venir colle buone; non si faccia maltrattare.

LEL. Eh temerario! Così parli con me? Vi ucciderò quanti siete. (i birri lo circondano, egli si difende, e tutti confusamente partono)

ROS. Oimè! Dove sono? Non vedo Lelio; la porta è aperta: qual nume tutelar mi difese?

 

 


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