Carlo Goldoni
L'incognita

ATTO SECONDO

SCENA DECIMA

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SCENA DECIMA

 

Ridolfo, Eleonora ed i suddetti.

 

ROS. Che vedo? La mia contessa Eleonora?

ELEON. Cara Rosaura, lasciate che al mio seno vi stringa.

RID. Cara figlia... Signore, vi domando perdono. (ad Ottavio)

OTT. Seguite i vostri teneri affetti.

ROS. Quanto mi avete fatto penare!

RID. Ah ingrata! Quanto mi volevate far piangere... Signore, vi domando perdono. (ad Ottavio)

ELEON. Compatiteci. Egli ama questa fanciulla come figlia, ed io l’amo come sorella. (ad Ottavio)

OTT. Sono a parte dei vostri contenti.

RID. Lasciate ch’io vi abbracci, ch’io mi consoli... Signore, perdonatemi, siete voi il signor Ottavio?

OTT. Quello appunto son io.

RID. (Rosaura, è veramente egli il signor Ottavio del Bagno?) (a Rosaura)

ROS. (Sì, è desso).

RID. (Mi ricordo ancora di quello che mi ha stramazzato per terra). (da sé)

ELEON. Signore, abbiamo necessità dell’aiuto vostro. In me vedete la vostra serva Eleonora de’ conti di Castel Rosso. (ad Ottavio)

OTT. Nobilissima dama, qual fortunato incontro fa che da voi onorata sia la mia casa?

ELEON. L’affetto ch’io ho per questa buona fanciulla, mi obbliga a venire in persona a darle la più felice nuova del mondo.

OTT. Perdonatemi, se non conoscendovi... Presto... da sedere. Chi è di ?

MING. Signore.

OTT. Da sedere.

MING. Ho un’ambasciata da farle.

OTT. Presto. Compatite. (ad Eleonora)

MING. Il signor Lelio dei Bisognosi vorrebbe passare.

OTT. Lelio?

RID. Oimè! Il mio persecutore.

ELEON. Costui è un indegno che m’insultò.

RID. E questo fianco si ricorda di lui.

OTT. Che cosa vuole? (a Mingone)

MING. Io non lo so. Vuol passare.

OTT. Digli ch’io non lo posso ricevere, ma che a suo tempo lo tratterò come merita.

MING. (Se gli dico così, è capace di rompermi tutti i denti di bocca). (da sé, parte)

OTT. Scellerato! A tanto s’avanza?

ELEON. Egli mi ha fatto tremare.

ROS. Ed io sono stata per sua cagione nei maggiori affanni del mondo.

OTT. Come! Vuol venire a forza? (osservando la porta)

RID. Con vostra permissione. (parte)

OTT. Ritiratevi. (a Rosaura ed Eleonora)

ROS. Cielo, aiutami. (parte)

ELEON. Non ho veduto un temerario maggior di questo. (parte)

OTT. In casa mia? (a Lelio che entra)

 

 

 


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