Carlo Goldoni
L'incognita

ATTO TERZO

SCENA NONA

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SCENA NONA

 

Beatrice sola.

 

BEATR. È svelata la mia parzialità per Florindo, nota è ad Ottavio; e domani principierò a disperare di più vederlo. Che mi suggerisce la mia passione? La via di mezzo è perduta. Siamo agli estremi, o perdere il cuore, o arrischiare il decoro. Ah, pur troppo ora m’avvedo che lusingava me stessa, allorché mi credea che la parzialità per Florindo non fosse amore. Gelosia non si senza amore, e chi vuol far prova se ami o no il proprio cuore, esamini s’egli è geloso. Sì, partirò, mi scorderò di Florindo; ma non soffrirò mai la ria memoria della sua ingratitudine. Nel giorno ch’io lo traggo di carcere, pianger sugli occhi miei per una donna da me aborrita? Perfido! Ti odio quanto ti amai, e se dall’onor mio mi vien vietato l’amarti, non mi sarà impedito di farti tutto quel peggio che mai potrò.

 

 

 


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