Carlo Goldoni
I mercatanti

ATTO SECONDO

SCENA SESTA

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SCENA SESTA

 

Faccenda, poi Pancrazio

 

FACC. Che mai vuol dire questa novità? È forse pentito di girare al mio padrone li diecimila ducati, che gli ha promesso? È pure un uomo puntuale, che fa conto della sua parola quanto della sua vita. Che dirà il povero signor Pancrazio? Piangeva dall'allegrezza narrandomi come una provvidenza del cielo l'esibizione di questo galantuomo; e ora, se gli porto questa risposta, che mai dirà? È veramente sfortunato. Tutte le cose vanno male per lui, e ho timore senz'altro...

PANC. Che fai, Faccenda, che non vieni mai? Hai trovato l'olandese?

FACC. L'ho trovato.

PANC. Che dice? viene a Rialto?

FACC. Un momento fa era qui, ed ora è tornato a casa.

PANC. Ma non gli hai detto, che con premura lo stava attendendo?

FACC. Gliel'ho detto e mi ha risposto...

PANC. Che? È forse pentito?

FACC. Ha detto che vossignoria vada a casa subito, che l'aspetta.

PANC. A che fare a casa? I denari ha detto di girarmeli in Banco. Sta a vedere che si è pentito. Faccenda, se questo è vero, sono precipitato.

FACC. Vada a casa per sentire che cosa dice.

PANC. Ma se a Rialto m'attendono: i creditori sono colle lettere nelle mani. I miei nemici stanno con tanto d'occhi. I giovini avranno detto che vado, e se non mi vedono, diranno che son fallito.

FACC. Caro signore, non può essergli sopraggiunto qualche affare, che gl'impedisca il poter portarsi ?

PANC. Bisognerebbe avvisarli.

FACC. Anderò io, ritroverò un pretesto.

PANC. Eh Faccenda mio, questo nostro mestiere è delicato assai. Quello che ci tiene in piedi, è la fede, il credito, l'opinione. Tanti e tanti hanno più debiti di me, e tutti loro credono, perché la fortuna li aiuta, e si mantengono a forza di apparenza. Ma quando un uomo principia a dar indietro, quando principia a mancar di credito, tutti gli sono addosso, tutti cercano di rovinarlo, tutti attendono di godere la bella scena; e sapete perché? Per invidia del bene degli altri, e per amor del proprio interesse. Perché la torta si divida fra di loro, e il precipizio di un pover'uomo accresca i loro utili, moltiplichi loro le corrispondenze, e dia fomento e pascolo alla loro maledetta ambizione.

FACC. Signor padrone, ora non è tempo né di perdersi di animo, né di formare riflessi sulle vicende del mondo. Vada a sentire che cosa dice monsieur Rainmere.

PANC. Che ti pare, caro Faccenda? Che cosa ti ha detto? Come ha parlato l'olandese?

FACC. Mi pare un poco turbato, ma non sarà niente.

PANC. Hai veduto mio figlio?

FACC. Signor no, non l'ho veduto.

PANC. Va a Rialto.

FACC. E che cosa dirò?

PANC. Che mi attendano... Ma poi se non potessi venire?

FACC. È meglio che per questa mattina li licenzi.

PANC. Ma le lettere che scadono in questa giornata?

FACC. Se scadono oggi, ci è tempo tutto il giorno.

PANC. Si costuma pagare la mattina a Rialto, al Banco.

FACC. Mattina o sera, quando si paga, basta.

PANC. Va pure, già è tardi. L'ora di Rialto è quasi passata. Per questa mattina non saremo più a tempo. Procura di dar delle buone parole, che pagherò...

 

 

 


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