Carlo Goldoni
L'amore artigiano

ATTO SECONDO

SCENA SECONDA   Bernardo e le suddette.

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SCENA SECONDA

 

Bernardo e le suddette.

 

BERN.

Brava, così va bene:

Cantare e lavorare,

E non star sul balcone a civettare. (a Rosina)

ROS.

Prendi quest'altra manica; (la getta ad una Scolara, e prende un altro lavoro)

Fa che ambedue sien leste.

BERN.

Quest'è il dover delle fanciulle oneste.

ROS.

Terminato quel telo,

Farai l'orlo a quest'altro.

(getta in terra, e la Scolara lo strascina a sé, e prende un altro lavoro)

BERN.

Un po' di carità

Per la roba degli altri.

ROS.

Oh, voi verrete

A insegnarmi il mestier! Che importa a noi

Che un abito s'impolveri e s'imbratti?

Se li godan così, quando son fatti.

BERN.

Signore delicate,

Che gli abiti serbate

Con tanta gelosia, con tanto amore,

Veniteli a veder dalle sartore.

ROS.

Davver mi fate ridere.

Tutti non fan così? Le vostre scarpe,

Di stoffa o pur guernite,

Le rendete davver belle e polite?

BERN.

A proposito: io deggio

Fare un paio di scarpe

Di drappo. Hai qualche cosa

Di grazioso da darmi?

ROS.

Sì, prendete

Due ritagli di raso

E un pezzo di broccato,

Che per voi con industria ho risparmiato.

BERN.

Cara la mia figliuola,

Tu sei proprio un oracolo.

E vuoi precipitarti,

E vuoi mal maritarti?

Giannin non è per te.

ROS.

Quello, o nessuno.

BERN.

Starai da maritar.

ROS.

Sì sì, ma in casa

Non ci voglio più star.

BERN.

Dove vuoi ire?

ROS.

Se non ho quel ch'io voglio, andrò a servire.

BERN.

Sciocca, senza giudizio:

Non vedi che Giannino

Non ti può mantener?

ROS.

Che importa a me?

Purch'ei fosse mio sposo,

Starei sotto una scala;

Viver sarei contenta

Col mio caro Giannin d'acqua e polenta.

BERN.

Eh, fraschetta, tant'altre

Hanno detto così; ma poi col tempo,

Cariche di miserie e di bambini,

Avrian dato l'amor per sei quattrini.

 

Per un mese col marito

La sposina allegra sta:

Ma poi mangia il pan pentito,

E rimedio più non v'ha.

Le carezze, - le finezze,

Son cambiate - in bastonate;

E l'amore se ne va

Fra dispetti e povertà.

Ma non è niente:

Vengono i figli.

O che dolori!

Quanti perigli!

Mamma, del pane.

Pane non c'è.

Ho tanta fame.

Povera me!

Se ti mariti,

Così sarà.

Povera pazza,

Sta in libertà. (parte)

 

 

 


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