Carlo Goldoni
Il padre di famiglia

ATTO SECONDO

SCENA DECIMA

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SCENA DECIMA

 

Ottavio, poi Florindo

 

FLOR. Signor maestro. (mettendo la testa fuori della porta)

OTT. Oh! che fate ?

FLOR. V'è nessuno?

OTT. No.

FLOR. Zitto.

OTT. (Sta a vedere che l'ha fatta bella!) (da sé)

FLOR. La fortuna non abbandona nessuno. Ecco il sacchetto.

OTT. L'avete preso?

FLOR. Sì.

OTT. Bravo. Come avete fatto?

FLOR. Quand'è venuto Lelio, mi son nascosto nell'armadio, ho preso il sacchetto, ed ho aperta la porta per di dentro con somma facilità.

OTT. Ricordatevi che voglio la mia parte.

FLOR. Volentieri.

OTT. Son trecento scudi, cento e cinquanta per uno.

FLOR. Bene, bene, lasciate che vada a nascondere il sacchetto, e questa sera lo spartiremo.

OTT. Date qui, che lo nasconderò io.

FLOR. Di voi non mi fido.

OTT. Né io di voi.

FLOR. I danari li ho presi io.

OTT. Se non mi date la mia parte, lo vado a dir subito a vostro padre.

FLOR. Via, come abbiamo da fare?

OTT. Qui non vi è nessuno. Presto, presto, dividiamo la borsa.

FLOR. Faremo a sorte senza contare.

OTT. Sì, sì, mettete qui. (gli presenta il cappello, e Florindo vi getta parte delle monete)

FLOR. Oh! basta, basta. Credo che la parte sia giusta.

OTT. Fate una cosa. Tenete voi questi del cappello, e date a me il sacchetto, e vedrete che bel giuoco farò io con questo.

FLOR. Tenete pure, per me è lo stesso.

OTT. Or ora torno. (parte)

 

 

 


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