Carlo Goldoni
Il padre di famiglia

ATTO SECONDO

SCENA DICIOTTESIMA

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SCENA DICIOTTESIMA

 

Camera in casa del dottor Geronio, con sedie.

 

Beatrice ed Eleonora

 

ELEON. Oh! signora Beatrice, che miracolo è questo, che essa si degna di favorici?

BEAT. Sapete che sempre vi ho voluto bene.

ELEON. Aspetti: vuol ch'io chiami Rosaura mia sorella?

BEAT. Che! È qui in casa la signora Rosaura? Non è più con sua zia?

ELEON. Questa mattina è ritornata in casa.

BEAT. Sta bene? È di buona salute?

ELEON. Aspetti, la chiamerò.

BEAT. No, no, per ora ho piacere che siamo sole. Vi ho da parlare segretamente.

ELEON. Come comanda. S'accomodi.

BEAT. Cara la mia ragazza, parlatemi con libertà, come s'io fossi vostra madre. Vi maritereste voi volentieri?

ELEON. Perché no? Se mio padre vi acconsentisse, e mi si presentasse una buona occasione, certamente che lo farei.

BEAT. Se vostro padre vi destinasse per marito Florindo, lo prendereste voi?

ELEON. Perché no?

BEAT. Dunque vi piace?

ELEON. Non è giovane da dispiacere.

BEAT. Sentite, signora Eleonora, per dirvi tutto, non son qui venuta per un semplice complimento; ma desiderando io di dare stato a Florindo mio figlio, bramerei l'onore che voi diventaste mia nuora.

ELEON. L'onore sarebbe il mio. Non sono degna di tanta fortuna.

BEAT. Tutte cerimonie inutili. Se volete, possiamo concludere immediatamente.

ELEON. Con mio padre ne avete parlato?

BEAT. Non ancora, ma gliene parlerò.

ELEON. Bene, favorite prima di sentire il suo sentimento, e poi vi potete assicurare del mio.

BEAT. Ma se ora vostro padre non c'è, non potremmo intanto discorrerla fra di noi?

ELEON. Signora mia, non vorrei che facessimo i conti senza l'oste. Bisogna prima sentir mio padre.

BEAT. Mio figlio dovrebbe poco tardare a venire; se vi contentate, quando viene, lo farò passare.

ELEON. Oh! perdonatemi, questo poi no. Se egli viene, io parto.

BEAT. Perché?

ELEON. Mi ha detto assolutamente mio padre, che non vuole ch'io parli con alcun uomo, senza sua licenza. Io, che l'ho sempre obbedito, non lo voglio in questo disobbedire.

 

 

 


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