Carlo Goldoni
Il padre di famiglia

ATTO TERZO

SCENA SEDICESIMA

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SCENA SEDICESIMA

 

Pancrazio con uomini armati e lumi, e detti.

 

PANC. Fermati, disgraziato. Con due donne? Chi è quest'altra? Signora Rosaura? Come! La modestina! La bacchettona! E tu, perversa, scappar via con mio figlio? Dove sono le gioje? Ah! ladro assassino, scelleratissimo figlio, anco i trecento scudi tu mi avrai rubato. E voi, signor Ottavio, che cosa fate qui?

OTT. Andava in traccia di quel povero sciagurato, lo cercava per ricondurvelo a casa.

FLOR. Non gli credete...

PANC. Zitto . Amici, (agli uomini armati) mi raccomando a voi; bisogna condur questa gente a casa; e giacché c'è la figlia di Geronio, e che siamo più vicini alla casa sua che alla mia, conduciamoli . Ancora voi, signore, ancora voi dovete venire.

OTT. Io? Come c'entro?

PANC. Lo vedrete se c'entrerete. Se non voglion venir colle buone, strascinateli a forza in casa del signor Geronio; andate, che io vi seguito. (agli uomini)

OTT. Sono innocente, sono innocente. (partono tutti con gli uomini)

 

 

 


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