Carlo Goldoni
L'impresario di Smirne

ATTO QUINTO

SCENA PRIMA   Camera nell'albergo d'Alė.   Carluccio in abito di viaggio, con pelliccia, stivali, una scuriata, berretta da viaggio; poi un servitore

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

ATTO QUINTO

 

 

SCENA PRIMA

 

Camera nell'albergo d'Alì.

 

Carluccio in abito di viaggio, con pelliccia, stivali, una scuriata, berretta da viaggio; poi un servitore

 

CARL. O di casa. O di casa? (facendo strepito, e battendo la scuriata) Dormono ancora? Che baronata è questa? Si parte o non si parte?

SERV. Che diavolo di rumore? (a Carluccio)

CARL. Chiamo, chiamo, e nessun mi risponde.

SERV. Dica piano, signore. Lasci dormire i forestieri che dormono.

CARL. Il Turco è risvegliato?

SERV. È risvegliato, ed è uscito fuori di casa.

CARL. Portami il cioccolato con del pane arrostito.

SERV. E dove vuol che lo prenda?

CARL. Che? non vi è cioccolato? L'impresario non ce l'ha preparato? Prendilo alla bottega.

SERV. E chi pagherà?

CARL. Pagherà l'impresario.

SERV. Scusi; non mi ha dato questi ordini.

CARL. Pagherò io.

SERV. È ancor di buon'ora, la bottega non è aperta; quando si aprirà, farò venire il garzone.

CARL. Ma io non posso aspettare. Son di stomaco delicato, ho tralasciato di far colazione per venire di buon'ora da quest'asino d'impresario... Guarda se c'è qualche cosa nell'osteria.

SERV. Signore, questa non è osteria, ma è locanda.

CARL. Maledette siano le locande ed i locandieri! Fanno gli osti, e non vogliono che si dica osteria. Portami da mangiare.

SERV. Io non so cosa darle, e non le porterò niente.

CARL. Ti do un calcio. Ti do la scuriata a traverso la faccia.

SERV. Mi fa ridere! Cosa vuol fare in nave della scuriata e degli stivali?

CARL. Animale! i pari miei non viaggiano senza stivali, e colla scuriata terrò i marinari svegliati.

SERV. Badi bene, che se farà il pazzo in nave, la getteranno in mare.

CARL. Asino.

SERV. Non istrapazzi, che cospetto della luna, a bastonar lei mi parrebbe di bastonare un sacco. (con forza)

CARL. Ma, caro amico, non posso più; ho bisogno di reficiarmi, portatemi qualche cosa per cortesia.

SERV. Oh, se parlerà così, è differente. Vado subito a servirla.

CARL. E che cosa mi porterete?

SERV. Un bicchier d'acqua tepida.

CARL. Dell'acqua ad un par mio?

SERV. Non ho altro da darle. Se la vuole, la prenda; se non la vuole, la lasci. (parte)

 

 

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License