Carlo Goldoni
Il vero amico

ATTO PRIMO

SCENA SETTIMA

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SCENA SETTIMA

 

Camera in casa di Ottavio.

 

Ottavio, poi Trappola

 

OTT. (Va raccogliendo da terra tutte le minute cose che trova) Questo pezzo di carta sarà buono per involgervi qualche cosa. Questo spago servirà per legare un sacchetto. In questa casa tutto si lascia andar a male. Se non fossi io che abbadassi a tutto, povero me!

TRAPP. (Camminando forte, con una sporta in mano)

OTT. Va piano, va piano, bestia, che tu non rompi l’uova.

TRAPP. Lasci ch’io vada a fare il desinare, acciò non si consumi il fuoco.

OTT. Asinaccio, chi t’ha insegnato accendere il fuoco così per tempo? Io l’ho spento, ed ora lo tornerai ad accendere.

TRAPP. Sia maladetta l’avarizia!

OTT. Sì, sì, avarizia! Se non avessi un poco d’economia, non si mangerebbe come si fa. Vien qui, hai fatto buona spesa?

TRAPP. Ho girato tutta Bologna per aver l’uova a mezzo baiocco l’uno.

OTT. Gran cosa! Tutto caro, tutto caro. Non si può più vivere. Quante ne hai prese?

TRAPP. Quattro baiocchi.

OTT. Quattro baiocchi? Che diavolo abbiamo a fare d’otto uova?

TRAPP. In quattro persone è veramente troppo.

OTT. Un uovo per uno si mangia, e non più.

TRAPP. E se ne avanza, vanno a male?

OTT. Possono cadere, si possono rompere. Quel maladetto gatto me ne ha rotte dell’altre.

TRAPP. Le metteremo in una pentola.

OTT. E se si rompe la pentola, si rompono tutte. No, no, le metterò io nella cassa della farina, dove non correranno pericolo. Lasciami veder quelle uova.

TRAPP. Eccole qua.

OTT. Uh ignorante! Non sai spendere. Sono piccole, non le voglio assolutamente; portale indietro, ch’io non le voglio.

TRAPP. Sono delle più grosse che si trovino.

OTT. Delle più grosse? Sei un balordo. Osserva: questa è la misura dell’uova. Quelle che passano per quest’anello, son piccole e non le voglio.

TRAPP. (Oh avaro maladetto! Anche la misura dell’uova? (da sé)

OTT. Questo passa, questo non passa, questo non passa, questo passa, questo passa, questo non passa, questo passa e questo non passa. Quattro passano e quattro non passano. Queste le tengo, e queste portale indietro. (se le pone nella veste da camera)

TRAPP. Ma come ho da fare a trovar i contadini che me le hanno vendute?

OTT. Pensaci tu, ch’io non le voglio. Ma come le porterai? Se le porti in mano, le romperai. Mettile nella sporta.

TRAPP. Nella sporta vi è l’altra roba.

OTT. Altra roba? Che cosa c’è?

TRAPP. L’insalata.

OTT. Oh! sì sì, l’insalata; quanta ne hai presa?

TRAPP. Un baiocco.

OTT. Basta mezzo. Da’ qui la metà, e l’altra portala indietro.

TRAPP. Non la vorranno più indietro.

OTT. Portala, che ti venga la rabbia.

TRAPP. Ma come ho da fare?

OTT. Da’ qui la metà nel mio fazzoletto. (cava il fazzoletto, e gli cadono l’uova, e si rompono) Oimè, oimè! (Trappola ride) Tu ridi eh, mascalzone? Ridi delle disgrazie del tuo padrone? Quell’uova valevano due baiocchi. Sai tu che cosa sieno due baiocchi? Il denaro si semina, come la biada, e all’uomo di giudizio un baiocco frutta tanti baiocchi, quanti granelli in una spiga produce un grano. Povere quattro uova! Poveri due baiocchi!

TRAPP. Queste quattro le ho io da riportare indietro?

OTT. Ah! bisognerà tenerle per mia disgrazia.

TRAPP. Vado ad accendere il fuoco.

OTT. Avverti, non consumar troppe legna.

TRAPP. Per quattro uova poco fuoco vi vuole.

OTT. Quattro e quattro otto. (osservando quelle di terra)

TRAPP. (Povero sciocco! Dopo che abbiamo fatto far quella chiave del granaio, si vende grano, e si sta da principi). (da sé, parte)

 

 

 


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