Carlo Goldoni
L'amore artigiano

ATTO SECONDO

SCENA QUINTA   Rosina, poi Fabrizio

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SCENA QUINTA

 

Rosina, poi Fabrizio

 

ROS.

Oh! chi è qui? Il cameriere

Di madama Costanza! Gli ho pur detto

Che non venga da me. Mi spiace assai,

Che Giannino è di che vede e sente;

Ma è buon figliuolo, non dirà niente.

FABR.

Buon , bella ragazza.

ROS.

Vi saluto.

FABR.

Sono da voi venuto

Per dirvi che madama

S'è di voi ingelosita,

E scacciommi di casa inviperita.

ROS.

Me ne dispiace assai.

FABR.

Di tal mio danno

Se la cagion voi siete,

Risarcirmi dovete.

ROS.

E in che maniera?

FABR.

Molto non vi domando

Pel mio risarcimento:

Un pochino d'amore, e son contento.

ROS.

(Povera me! Giannino

Non vorrei lo sentisse). (da sé) In cortesia,

Per ora andate via.

FABR.

Mi discacciate?

ROS.

Mio padre può venir; di grazia, andate.

FABR.

Mandate la fanciulla,

Come detto mi avete, ad avvisarmi...

ROS.

Zitto, per carità. (Vuol rovinarmi).

FABR.

Via, via, non v'inquietate,

Per or me n'anderò:

Poscia ritornerò, quando non siavi

Timor di qualche imbroglio.

Deh vogliatemi ben, ch'io ve ne voglio.

 

Bella, vi lascio in pace

Ma con voi resta il cor.

Deh, non mi dite audace

S'io vi domando amor,

Costanza e fede. (parte)

 

 

 


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