Carlo Goldoni
Il viaggiatore ridicolo

ATTO SECONDO

SCENA PRIMA   Cortile.   Livietta e Giacinto

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ATTO SECONDO

 

 

 

SCENA PRIMA

 

Cortile.

 

Livietta e Giacinto

 

GIAC.

Venite qui, Livietta;

Se cercanci i padroni,

Ci troveranno poi.

Facciam conversazione fra di noi.

LIV.

Oh, che sono pur sazia

Di servire una donna stravagante,

Ch'altro in mente non ha che il proprio amante.

GIAC.

Anch'io, per dir il vero,

Stanco son d'impazzire, e giorno e notte,

Con codesto novello don Chisciotte.

LIV.

Questa ragazza al certo

Mi vuol far disperare...

Basta, basta, non voglio mormorare.

GIAC.

Fate bene, vi lodo.

Anch'io servo un padron ch'è un animale,

Ma vuò tacere e non ne vuò dir male.

LIV.

S'io fossi una di quelle...

Oh, vi assicuro, ne direi di belle.

GIAC.

Anch'io mi sfogherei, che n'ho ragione,

Ma non vuò mormorar del mio padrone.

LIV.

Mormorar dei padroni,

Sì, fa brutto sentire,

Ma qualche cosa si potrebbe dire.

GIAC.

Certo, fin che si dica

Ch'egli fa il generoso,

E non paga il salario al servitore,

E fa strillare i creditori suoi,

È cosa che si può dir fra di noi.

LIV.

Per esempio, s'io dico

Della padrona mia

Che un'altra pazza come lei non c'è,

Questo lo posso dir fra voi e me.

GIAC.

Il mio padron vecchiaccio

Sempre qualche bellezza ha che l'incanta:

Fa il grazioso con tutte, e son settanta.

LIV.

La cara mia padrona

Volubile ora par, ora costante,

Ora si fa nemica, ed ora amante.

GIAC.

E il mio... ma la prudenza

Tutto non vuol ch'io dica.

LIV.

Anch'io del mormorar sono inimica.

GIAC.

Facciam così, Livietta;

Lasciam codesti pazzi,

E pensiamo a trovar miglior fortuna.

LIV.

Per me non ho difficoltade alcuna.

GIAC.

Livietta, a quel ch'io vedo,

Noi pensiamo ugualmente;

Staremo in fra di noi perfettamente.

LIV.

Così pare anche a me.

GIAC.

La bella cosa

Ch'io vi fossi marito, e voi mia sposa.

LIV.

Chi sa? dar si potria.

GIAC.

Consigliatevi ben, Livietta mia.

 

Io sono un uomo docile,

Che tollerar saprà.

LIV.

Io non sarò difficile

Con chi mi sposerà.

GIAC.

Sarò un marito amabile.

LIV.

Sarò una moglie tenera.

a due

Carissima - dolcissima

La cosa riuscirà.

LIV.

Facciamo i patti chiari:

A modo mio vuò far.

.

Non voglio far lunari,

Non voglio sospettar.

LIV.

Oh, che gentil marito!

GIAC.

Oh, che gentil consorte!

a due

Per me più bella sorte,

No, non potrei sperar. (partono)

 

 

 


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