Carlo Goldoni
Le virtuose ridicole

ATTO PRIMO

SCENA SESTA   Erideno, poi Affrodisia

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SCENA SESTA

 

Erideno, poi Affrodisia

 

ERID.

Basta, mi proverò.

Qualche cosa dirò... Ma qui s'appressa

La mia vaga e gentil filosofessa.

AFFR.

Siete ostinato ancora

Il vacuo a sostener?

ERID.

No, mia signora,

Non son sì temerario;

Sol per scherzar con voi dissi il contrario.

AFFR.

Avete voi studiata

Ben la filosofia?

ERID.

L'ho studiata. (Non so che cosa sia).

AFFR.

Parlando dell'amore

Filosoficamente,

Qual sistema tenete?

ERID.

Io sosterrò

Che amore è un certo foco

Che nasce a poco a poco in mezzo al core,

Ch'or ci reca diletto, ora dolore.

AFFR.

Bravissimo davvero!

Questa è la tesi mia.

Tanta filosofia

In voi, no, non credevo.

ERID.

(Son filosofo dunque, e nol sapevo).

AFFR.

Ma l'amorosa fiamma

Che poi si dice amore,

Come introdur si può nel nostro cuore?

ERID.

Da due pupille belle

Escono le fiammelle,

E penetran nel petto

Ad introdur l'affetto.

AFFR.

Bravo assai.

Io non intesi mai

Filosofia più bella. In voi diffuse

Il cielo un sì bel dono.

ERID.

(Senza studiar, filosofo già sono).

AFFR.

A me per altro piace

Quella filosofia

Chiamata naturale,

Dimostrativa ed esperimentale.

ERID.

E questo è il fondamento

Del mio sodo argomento:

Dagli occhi vostri uscito è il dolce ardore

Che nel mio seno è diventato amore.

 

Da quei vaghi amati rai

Uscir vidi un dolce foco;

Ei m'accese, e a poco a poco

Fe' quest'alma innamorar.

Non avea provato mai

Tanto affetto nel cor mio:

Or filosofo son io,

So d'amore disputar. (parte)

 

 

 


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