Carlo Goldoni
Le virtuose ridicole

ATTO PRIMO

SCENA OTTAVA   Melibea e Pegasino

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA OTTAVA

 

Melibea e Pegasino

 

MEL.

Venite, Pegasino,

Siete il mio Petrarchino.

 

PEG.

Melibea graziosetta,

Siete la mia Lauretta.

 

MEL.

Ma se ben mi volete,

Non mi fate arrabbiar.

 

PEG.

No, non v'è dubbio.

 

MEL.

Non contradite a quello che dico io.

 

PEG.

Saran tutt'uno il vostro labbro e il mio.

 

MEL.

Voglio far un sonetto.

 

PEG.

Fatelo.

 

MEL.

All'improvviso

Adesso lo farò.

 

PEG.

Fatelo, che ancor io v'aiuterò.

 

MEL.

Oh, questo è un bel soggetto

Per formar un sonetto

Sugli uomini affamati

Che non han pane e fan gl'innamorati.

 

PEG.

E si potrebbe ancora

Trattar di certe femmine curiose,

Che sono brutte e fanno le graziose.

 

MEL.

Ma voi contro le donne

Non vi acchetate mai.

 

PEG.

E pur le donne a me piacciono assai.

 

MEL.

Dunque in lode cantate

Del femminino sesso.

 

PEG.

Sì, ma fate anche voi per noi lo stesso.

 

MEL.

Di farlo vi prometto:

Ecco in lode degli uomini un sonetto.

 

PEG.

In lode delle donne anch'io dirò,

E i miei versi coi vostri intreccierò.

 

 

MEL.

Uomo, tu sei un animal perfetto,

Bello, ben fatto, e non ti manca niente.

 

PEG.

Donna, tu sei di noi gioia e diletto,

Ed è senza di te l'uomo impotente.

 

MEL.

Per virtù, per saper, per intelletto,

La donna ti sta sotto riverente.

 

PEG.

Ma colla grazia e col gentile aspetto,

L'uomo mena pel naso dolcemente.

 

MEL.

Gli uomini delle donne son più forti.

 

PEG.

Sono i vezzi di donna più graditi.

 

MEL.

Voi ci sapete dar gioie e conforti.

 

PEG.

Le donne fan contenti i lor mariti.

 

MEL.

Gli uomini fan gioire le consorti.

 

PEG.

} a due

Tutti sono più bei se sono uniti.

MEL.

 

PEG.

 

Tutti sono più bei se sono uniti?

Adunque, Melibea,

Più belli noi saremo

Se in dolce matrimonio ci uniremo.

 

MEL.

Sì, sì, tu dici il vero.

Oh che gentil poetico pensiero!

 

PEG.

Dammi, o cara, la mano.

 

MEL.

Eccola, ma... pian piano.

Io non voglio sposarmi

Se non ho da poeti più valenti

Una raccolta di componimenti.

 

PEG.

Eh, cosa importa...

 

MEL.

È l'uso inveterato;

Andar dobbiam noi stessi

Questo e quello a pregar segretamente

Che cantino di noi;

Diran che siamo eroi,

E che dal nostro talamo fecondo

Il terror nascerà di tutto il mondo.

 

PEG.

Per un che si marita,

La più bella raccolta è pane e vino;

Un poco di denari;

Un poco di cervello;

Una moglie di genio, e andar bel bello.

 

Invece di sonetti

Vuon essere panetti;

Invece di canzoni

Vuon esser ducatoni.

Poeta sono anch'io,

E con lo stile mio

Farò un componimento

Che non vi spiacerà.

Oh quante, quante volte

Si vedon le raccolte

Sui banchi del formaggio!

Mia cara, vi prometto,

Fra noi qualche sonetto

Più bello si farà. (parte)

 

 

 

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License