Carlo Goldoni
Le virtuose ridicole

ATTO TERZO

SCENA SECONDA   Affrodisia, poi Erideno

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SCENA SECONDA

 

Affrodisia, poi Erideno

 

AFFR.

Ah, mi son ingannata!

Quest'è un filosofastro

Che non sa che i principî, e fa da mastro.

Ecco Erideno: a lui

Torneran le mie fiamme per ragione

Di magnetica forza e d'attrazione.

ERID.

Ah barbara! ah crudele!...

AFFR.

Eccomi a voi;

È passato il fenomeno funesto

Che mi fe' delirar. Mi rese cieca

Un cristallo convesso di catoptrica;

Ora ritorno a voi mediante l'optica.

ERID.

Io non vuò esaminar per qual ragione

Siate da me partita;

Bastami che ad amarmi ritorniate

E che del vostro amor m'assicuriate.

AFFR.

Ecco la destra in pegno.

ERID.

Ed io l'accetto.

AFFR.

Vi giuro eterna .

ERID.

vi prometto.

 

AFFR.

Provido il sole ancora

Scalda la terra e l'onde,

Ma se vapor l'asconde,

Più non risplende ancor.

Sciolta la densa nube,

Scopre il suo vago aspetto;

Tale di donna in petto

Parte e ritorna amor. (parte)

 

 

 


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