Carlo Goldoni
L'amore artigiano

ATTO TERZO

SCENA DECIMA   Rosina e Giannino

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SCENA DECIMA

 

Rosina e Giannino

 

GIAN.

Cosa dirà tuo padre?

ROS.

Una ragione

Forse l'appagherà. Per cento scudi,

Se si trovasse anch'ei nel caso mio,

Avria fatto egli pur quel che ho fatt'io.

GIAN.

Ehi, da' qui i cento scudi.

ROS.

Signor no.

GIAN.

Ma cosa ne vuoi far?

ROS.

Li spenderò.

GIAN.

Tocca a me.

ROS.

Non signore,

Tu non te n'impacciare.

Voglio io maneggiare;

Della casa vogl'io la direzione.

GIAN.

Voglio esser io il padrone.

ROS.

A questo patto

Non m'avrei maritata.

GIAN.

Perch'abbi a comandar non ti ho pigliata.

ROS.

Tu non sei buon da nulla.

GIAN.

Tu sei la gran dottora.

ROS.

(Principiamo a buon'ora, a quel ch'i' vedo).

GIAN.

(Povero me, se sul principio io cedo).

ROS.

Oh via, facciam così: questi danari

Dividiamoli adesso per metà;

E ogni uno a modo suo li spenderà.

GIAN.

Via, per or mi contento.

Ma poi....

ROS.

Sull'avvenire

Non istiamo a garrire;

Caro Giannino mio, non far così.

Almeno il primo viviamo in pace.

GIAN.

Sì, d'aver taroccato mi dispiace.

 

Tu lo sai che ti vo' bene,

Che tu sei la gioia mia.

Prego il ciel che non ci sia

Da pentirsi e da gridar.

ROS.

No, mio caro, non conviene

Far l'amore come i gatti.

Non son questi i nostri patti:

Sempre in pace si ha da star.

a due

È pur bello il matrimonio,

Se non v'entra quel demonio

Che fa i sposi delirar.

GIAN.

La mia parte del danaro. (chiede la borsa)

ROS.

Sì, mio caro, tu l'avrai.

GIAN.

In che cosa spenderai

La porzion che tocca a te?

ROS.

Lascia, lascia far a me.

Vo' comprare dei merletti,

Delle cuffie e dei fioretti.

Un vestito - ben guarnito

Colla coda - a tutta moda,

E del zucchero e caffè;

Lascia, lascia far a me.

GIAN.

Pane, pane, e non merletti,

Pane e vino, e non fioretti;

A una povera ragazza

Non conviene il far la pazza.

Te lo dico, bada a te;

Pane, pane, e non caffè.

ROS.

Oh povera me!

Che cosa farò?

La mia libertà

Perduta ho così?

GIAN.

Rimedio non c'è,

La voglio così.

ROS.

L'ho fatta, l'ho fatta.

GIAN.

Mi pento, mi pento.

a due

Che breve contento,

Che corto piacere!

Non s'ha da godere

La pace un sol .

ROS.

Giannino.

GIAN.

Rosina.

ROS.

Marito.

GIAN.

Consorte.

a due

Se fino alla morte

Ci abbiamo da star,

Veleno - nel seno

Non stiamo a covar.

ROS.

Sì, prendi il danaro.

Fa quello che vuoi. (gli la borsa)

GIAN.

Non credermi avaro:

Comanda, che puoi.

ROS.

Comando che m'ami.

GIAN.

Il cor, se lo brami,

È tutto per te.

ROS.

Sposino - carino,

Sei tutto per me.

a due

Il dio d'Amore

Che ci ha legato,

Che ci ha involato

La libertà,

Il nostro seno

Consoli almeno

Colla bramata

Felicità. (partono)

 

 

 


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