Carlo Goldoni
Amore in caricatura

ATTO SECONDO

SCENA UNDICESIMA   Camera in casa di Madama di Cracchè.   Madama di Cracchè, la Baronessa Olimpia e la Contessa Gingè

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SCENA UNDICESIMA

 

Camera in casa di Madama di Cracchè.

 

Madama di Cracchè, la Baronessa Olimpia e la Contessa Gingè

 

MAD.

Amiche, così è, solo per gioco

Scherzo d'amor col foco e non m'accendo.

La libertà per un piacer non vendo.

OLIM.

Eppure, a comun detto,

Dolce cosa è l'affetto.

GIN.

E pur d'amore

Non si trova nel mondo un ben maggiore.

MAD.

Tutte, tutte pazzie. Finché noi siamo

Dagli uomini bramate,

Siam servite e adorate; e allora quando

Cadute siam degli uomini in possesso,

Il suo tenero cor non è lo stesso;

E questo gran piacer, questo gran bene,

Svanisce a un tratto, e si converte in pene.

OLIM.

Dite mal degli amanti,

Ed intorno di voi ne avete tanti?

GIN.

sprezzate gli amori,

E i cuor ferite e seminate ardori?

MAD.

È vero, io mi compiaccio

Vedermi ad adorar, ma non per questo

Mi lascio innamorar, ve lo protesto.

OLIM.

Per or fate così,

Ma poi verrà quel che cederete.

GIN.

E d'amore anche voi sospirerete.

MAD.

Non penso all'avvenire; or me la godo.

Se piangerò, di consolarmi ho il modo.

Ecco i quattro rivali.

Testé, come vi dissi,

Vestita alla tedesca,

In aria di fantesca,

Li ho posti nell'impegno

Di recarmi ciascun d'amore un pegno.

Vedrem cosa han pensato:

Qualche cosa godrem di caricato.

GIN.

Davver, ve la godete come va.

OLIM.

Mi piace, in verità, sì bel talento.

MAD.

Voglio che ci prendiam divertimento.

 

 

 


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