Carlo Goldoni
L'amore paterno

ATTO SECONDO

SCENA TERZA   Camilla e Scapino

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SCENA TERZA

 

Camilla e Scapino

 

CAM. (Pazienza. Mi porta via il cuore, ma son sicura che tornerà).

SCAP. Povera signora Camilla, mi dispiace infinitamente.

CAM. E di che vi dispiace?

SCAP. Che abbiate perduto un amante così gentile, uno sposo così compiacente.

CAM. Perduto? E come l'ho io perduto? Per un poco di sdegno credete voi ch'egli mi abbandoni? Anzi quando si ama davvero, è necessario qualche volta di corrucciarsi un poco. Non si conosce il piacere perfettamente, senza il confronto del dispiacere. La collera forma il chiaroscuro all'amore, e dopo la guerra, è più dolce e più soave la pace.

SCAP. Siete dunque disposta a volerlo amare?

CAM. Costantemente.

SCAP. Con tutte le malagrazie ch'egli vi usa?

CAM. Sì, perché ha poi delle buone grazie, che mi piacciono infinitamente.

SCAP. Siete ben ostinata.

CAM. La mia non è ostinazione, è costanza.

SCAP. Mah! così va il mondo; è tanto difficile trovare una donna costante, e ha da toccar la fortuna ad un villano che non la merita. (parte)

 

 

 


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