Carlo Goldoni
Gli amanti timidi

ATTO PRIMO

SCENA OTTAVA   Camilla sola.

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA OTTAVA

 

Camilla sola.

 

CAM. Mi sento proprio che l'ammazzerei. Andar via, e condurmi via il mio caro Arlecchino! Il mio Arlecchino? E come posso chiamarlo mio, se probabilmente egli non pensa a me né poco, né molto? In quattro mesi ch'è in questa casa, non mi ha dato mai il menomo segno d'inclinazione per me. Io sì, l'ho amato, posso dire, dal primo giorno che l'ho veduto; e si è accresciuto l'amor mio a tal segno, che sono pazza per lui. Eppure non gliel'ho mai detto e non gliel'ho mai voluto dare a conoscere. Ho sempre avuto paura di non esser gradita, di essere disprezzata; ora se n'anderà, ed io resterò qui colla pena di non vederlo, e col rammarico di non aver mai saputo s'egli ha qualche stima per me. Se sapessi questo, alla buon'ora, lo lascierei partire; spererei che ritornasse a vedermi. Ma sa il cielo, se lo vedrò più! Ah pazienza! È tardi; non vi è più rimedio. Andiamo, andiamo a portare il ritratto. Andiamo a dare la buona nuova a quest'altra afflitta. (nell'atto di partire, getta l'occhio sul tavolino, e vede l'altro astucchio da ritratto) Ma qui vi è un altro ritratto. Almeno l'astucchio è da ritratto. Che sì, che la signora Dorotea ha fatto fare il suo, e lo ha dato al signor Roberto? (apre e vede il ritratto d'Arlecchino) Ah! il ritratto di Arlecchino. Il ritratto del mio caro Arlecchino! Oh come è bello! Oh come è somigliante! Gioia mia! Oh caro! Oh che tu sia benedetto! Quegli occhi guardano, quella bocca parla. Dimmi se tu mi ami, consolami, se lo puoi; consola la tua povera sfortunata Camilla. Ma perché mai Arlecchino ha fatto fare questo ritratto? Avrebbe egli qualche innamorata in Bologna? Ah! sì, senz'altro. Ha un'innamorata; le lascierà il suo ritratto. Tanto peggio per me. Non si cura di me. Sono disperata. (getta il ritratto sul tavolino) Ma quel ritratto non potrebbe anche averlo fatto fare per me? Come il suo padrone lo dona alla mia padrona, non potrebbe egli aver in animo di far lo stesso presente alla cameriera? Oh se la cosa così! (torna a prendere il ritratto) Quanto sarei contenta, quanto sarei fortunata! Caro il mio bel ritratto! Amor mio, gioia mia; dimmi, caro, è vero quel che dico? Arlecchino ti ha fatto fare per me? Chi tace, conferma. Sì, sì, tu sei mio.

 

 

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License