Carlo Goldoni
Gli amanti timidi

ATTO PRIMO

SCENA TREDICESIMA   Dorotea sola.

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SCENA TREDICESIMA

 

Dorotea sola.

 

DOROT. Che diancine ha costei? Cosa può volere mio padre che l'inquieta in tal modo? Lo saprò, quando la rivedrò: quello che mi pena, è la partenza del signor Roberto. Mah! i suoi interessi lo vogliono. Chi sa? Se mi ama davvero, spero che otterrà da suo zio la permissione di rivenire, di parlarne a mio padre, e che mio padre sarà contento. Ma intanto che farò, lontana da lui? Almeno mi consolerò col ritratto. Vediamo, se il pittor si è portato bene. Cosa vedo! Questo è il ritratto del di lui servitore. Che cosa è mai questa stravaganza? Un equivoco di Camilla? Potrebbe darsi. Questo ritratto potrebbe essere a lei destinato. Oh cieli! Ecco mio padre. Nascondiamolo, se non per altro, per salvare almeno Camilla. (si mette il ritratto in tasca)

 

 

 


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