Carlo Goldoni
Gli amanti timidi

ATTO TERZO

SCENA NONA   Federico in abito da viaggio, e detti.

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA NONA

 

Federico in abito da viaggio, e detti.

 

FED. Ben trovato, Arlecchino.

ARL. Bon zorno, Federigo, ben tornado. Vegnìu da Roma? (con premura)

FED. Sì, vengo da Roma.

ARL. Cossa fa el barba del nostro patron?

FED. Il zio del padrone è morto.

CAM. È morto il zio del signor Roberto? (a Federico)

FED. È morto, ed ha lasciato il nipote erede di tutto il suo.

ARL. S'alo recordà de mi? (a Federico)

FED. Sì, di voi, e di me: mille scudi per ciascheduno.

ARL. No vago più a Roma. (a Camilla con un poco di gioia)

CAM. (Lo volesse il cielo!) (da sé)

ARL. Lo salo el patron? (a Federico)

FED. Lo sa; l'ho trovato alla Posta, gliel'ho detto, e siamo venuti qua insieme.

ARL. Vorlo più andar via?

FED. A quel che dice, andrà a vedere gl'interessi suoi; ma non partirà così presto.

ARL. Allegramente. Dov'èlo el patron? (a Federico)

FED. È in camera del signor Anselmo. Credo che vi sia qualche altra cosa di nuovo.

ARL. Disè, disè...

FED. Non posso trattenermi. Il padrone mi aspetta; son venuto a vedervi. Addio. (parte)

 

 

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License