Carlo Goldoni
Gli amori di Zelinda e Lindoro

ATTO PRIMO

Scena Undicesima. Don Roberto solo

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Scena Undicesima. Don Roberto solo

 

Oh son persuaso benissimo che la gente viziosa penserà male di me, e che la maggior parte degli uomini vorranno credere ch'io ami Zelinda per interesse; e chi fomento a questi falsi giudizj è quella sospettosa fastidiosissima mia consorte. Gran pazzia che ho fatto a rimaritarmi! prendere una seconda moglie, giovine, altiera, e senza beni! E perché? Per una di quelle pazzie che fanno gli uomini, quando si lasciano trasportar dal capriccio. Era ben meglio ch'io avessi dato moglie a mio figlio. Ma se non ci pensa, tanto meglio per lui. I matrimonj sono per lo meno pericolosi. Ecco qui: anche la povera Zelinda; se io non vi riparava, era sul punto di precipitarsi. Quale stato poteva darle un giovine, che non sa far altro che scrivere una lettera? Si vanta di essere di condizione: ciò non serve che a renderlo più orgoglioso, ed a fargli meglio sentire il peso della sua miseria. Ma ecco Zelinda. Sarà afflitta, lo prevedo. Bisognerà ch'io cerchi di consolarla.

 


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