Carlo Goldoni
L’apatista

ATTO PRIMO

SCENA SECONDA

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SCENA SECONDA

 

Fabrizio e detti.

 

FABRIZIO:

Signore, in questo punto venuto è a tutta briglia

Il conte Policastro e la contessa figlia.

CAVALIERE:

Da me? che stravaganza?

PAOLINO:

(Oh incontro periglioso!) (Da sé.)

CAVALIERE:

Vengano, son padroni. (A Fabrizio che parte.)

PAOLINO:

(Stiasi il dolore ascoso). (Da sé.)

CAVALIERE:

Dacché morto è lo zio, non li ho veduti ancora.

Il padre a qual motivo venir colla signora?

PAOLINO:

Questo è un segno di stima.

CAVALIERE:

È ver, ma ciò non si usa.

PAOLINO:

Il sangue, la campagna, gli può servir di scusa.

CAVALIERE:

Sentiam che cosa dicono la figlia e il genitore.

PAOLINO:

In simile sorpresa cosa vi dice il cuore?

CAVALIERE:

Il cuor non mi predice nulla di stravagante;

Più volte la Contessa veduta ho nel sembiante,

E con l'indifferenza con cui l'ho già veduta,

Spero di rivederla in casa mia venuta.

PAOLINO:

Ora vi si presenta con titolo specioso.

CAVALIERE:

Che vuol dir?

PAOLINO:

Come sposa dinanzi al caro sposo.

CAVALIERE:

Il titolo di sposo ancor non accettai.

PAOLINO:

(Prego il cielo di cuore, che non l'accetti mai). (Da sé.)

 

 


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