Carlo Goldoni
L'arcadia in Brenta

ATTO TERZO

SCENA QUINTA   Il Conte, Madama Lindora, Lauretta e Foresto

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SCENA QUINTA

 

Il Conte, Madama Lindora, Lauretta e Foresto

 

CON.

Generoso è Fabrizio.

LIND.

E di buon core.

LAU.

Per le ninfe d'Arcadia è un buon pastore.

FOR.

Signori miei, disingannar vi voglio.

Il povero Fabrizio è disperato.

Egli s'è rovinato:

Ordina di gran cose, ma stamane

Non ha due soldi da comprarsi un pane.

LAU.

Ma la mia cioccolata?

FOR.

Per stamattina è andata.

CON.

La caccia e il desinar?

FOR.

Convien sospendere

Fin che si trovin quei che voglion spendere.

LIND.

Ma il cappon vi sarà?

FOR.

No, certamente.

LIND.

Come viver potrò senza ristoro?

Ahimè, che languidezza! Io manco, io moro.

CON.

Ah Madama, Madama,

Eccovi samperiglie,

Spirito di melissa,

Acqua della regina,

Estratto di cannella soprafina.

LIND.

V'è alcuna spezieria?

FOR.

Sì, mia signora.

LIND.

Deh fatemi il piacer, Contino mio,

Andatemi a pigliare,

Giacché non ho ristoro,

Della polvere d'oro,

Un cordiale di perle,

Un elixir gemmato

Con qualche solutivo delicato.

CON.

Per servirvi, Madama, in un istante,

Pongo lo sprone al cor, l'ali alle piante. (parte)

 

 

 


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