Carlo Goldoni
Arcifanfano re dei matti

ATTO SECONDO

SCENA NONA

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SCENA NONA

 

Salone stravagante, o altra scena capricciosa, con cinque gabbie di ferro.

 

In una vi è Madama Gloriosa, nella seconda Sordidone, nella terza Madama Garbata, nella quarta Furibondo, e nella quinta Malgoverno. Altri Pazzi stanno osservando e ridono di loro.

 

TUTTI

Venga la stizza,

Venga la rabbia

A chi m'ha fatto

Metter in gabbia.

Son tutto sdegno,

Tutto furor.

FUR.

} a due

E voi ridete,

Pazzi che siete,

E non avete

Di noi dolor.

GLOR.

TUTTI

Venga la stizza,

Venga la rabbia

A chi m'ha fatto

Metter in gabbia.

Son tutto sdegno,

Tutto furor.

 

ARC.

Olà, pazzi arrabbiati,

Che strepito è cotesto?

O state zitti, o proverete il resto.

GLOR.

Signor, la mia bellezza

Rinchiusa non può stare.

SORD.

Deh lasciatemi andare.

MALG.

Se voi mi liberate,

Signor, vi donerò

Dieci ducati quando li averò.

FUR.

Apritemi, villani,

O il ferro romperò con le mie mani.

GARB.

Aprite in cortesia,

Ch'io vi farò star tutti in allegria.

ARC.

Le vostre istanze, o gente pazza, ho udite.

Quello ch'io vi rispondo, ora sentite:

La superbia stia

Finché scema la troppa vanità;

Stia dentro l'avaro

Finché perde l'amor del suo denaro;

dentro stia il furioso

Finché divien pietoso;

E il prodigo non esca

Finché il meschino è asciutto come l'esca.

Ora che avete inteso

Come dovete uscir da questi guai,

Dite: quando uscirete?

LI QUATTRO PAZZI

Mai, mai, mai.

GARB.

E di me che sarà? Se uscir io deggio

Quando amica io sarò d'affanni e guai,

Anch'io dico con gli altri: mai, mai, mai.

ARC.

Di madama Garbata

La pazzia fortunata

Giova de' pazzi al trono:

Onde la libertade ora le dono.

(I Servi pazzi aprono la di lei gabbia, ed ella esce giuliva)

 

GARB.

Evviva l'Arcifanfano,

Evviva il nostro re.

SEM.

Evviva l'Arcifanfano,

Ma viva anco per me.

ARC.

Così mi date gusto:

Evviva il vostro re.

GARB.

Signora Gloriosa,

Voi siete vezzosa,

Ma statene .

GLOR.

Pietà, pietà, pietà.

SEM.

Oh sordido avaro,

Godete il denaro,

Ma state colà.

SORD.

Pietà, pietà, pietà.

ARC.

Il prodigo odioso,

Il pazzo furioso,

Giammai uscirà.

FUR. MALG. a due

Pietà, pietà, pietà.

GARB. SEM. a due

Pietà, pietà sentite;

Pietà vi chiedo anch'io.

ARC.

A voi l'affetto mio

Pietà negar non sa.

GLOR.

} a quattro

Pietà, pietà, pietà,

SORD.

FUR.

MALG,

GARB.

} tre

Pietà voi proverete,

E avrete libertà.

SEM.

ARC.

(S'aprono le gabbie, e tutti escono)

TUTTI

Evviva l'Arcifanfano,

Signor della città.

GARB. SEM. a due

Baciategli la mano

In segno di umiltà.

TUTTI

Evviva l'Arcifanfano

Signor della città.

Evviva l'allegria,

Evviva la pazzia

Che danno altrui non .

Evviva l'allegria,

Evviva la pazzia

Che lieto ognuno fa.

Evviva l'Arcifanfano,

Signor della città.

 

Il Re de' Pazzi, per dar divertimento ai nuovi Sudditi, vuol introdurre il ballo, onde un maestro di ballo, Persignac, disegnando e ricercando l'idea, instruisce i Ballerini, li quali con vari caratteri eseguiscono quello che è stato loro ordinato.


 

 

 


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