Carlo Goldoni
Arcifanfano re dei matti

ATTO TERZO

SCENA NONA

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SCENA NONA

 

Camera con trono e tre sedie.

 

Arcifanfano con Guardie; poi Madama Gloriosa, Madama Garbata e Madama Semplicina

 

ARC.

Dunque il regno de' pazzi (alle Guardie)

Vuol che il suo re si unisca in matrimonio.

Cospetto del demonio,

L'hanno ben ritrovata fuor del mazzo,

Per farmi diventar sempre più pazzo.

Olà, giacché le belle

Novelle pazzarelle

Aspirano de' pazzi alla corona,

Vengano tutte tre,

Che una di loro sceglierò per me...

(Parte una Guardia, e Arcifanfano va in soglio. Vengono le tre Donne)

GLOR.

Monarca, per voi carca

La rocca della Parca

Sia sempre, e stia da voi lungi la barca

Di Caronte, che l'alme a Stige varca.

ARC.

Viva la bella Laura del Petrarca.

GARB.

Sovrano, sempre sano

Il cielo vi mantenga, e stia lontano

Dal vostro corpo il morbo oltramontano.

ARC.

Elena siete voi del ciel troiano.

SEM.

Signore, con il core (senza mirarlo)

M'inchino al bel splendore,

Perché ho un po' di rossore, ed ho timore

Di perder, se vi miro, il mio pudore.

ARC.

Siete sorella del bambino Amore.

Orsù, quel che volete,

Chete, liete, discrete,

Esponete, e sedete se potete.

GLOR.

Brama la mia bellezza

Del trono la grandezza,

Se la vostra rozzezza non mi sprezza.

ARC.

A me troppo non piace la grassezza.

GARB.

Io vi voglio pregare

Volermi, se vi pare,

Fra queste pazze rare incoronare.

ARC.

Voi mi fareste in pochi crepare.

SEM.

Vorrei e non vorrei...

Spiegare i desir miei...

Oimei, che di vergogna morirei.

ARC.

Ho inteso, ho inteso, e tu mia sposa sei.

GLOR.

Io sdegno il vostro regno,

E siete voi di mia bellezza indegno. (parte)

ARC.

La bellezza superba è un grande impegno.

GARB.

Dell'allegria nemico,

Sapete che vi dico?

Che già di voi non me n'importa un fico. (parte)

ARC.

Il ciel m'ha liberato da un intrico.

SEM.

Ed io cosa dirò?

Davvero io non lo so.

ARC.

Venite.

SEM.

Signor no.

ARC.

Per darvi confidenza scenderò. (scende dal trono, e va a sedere vicino a lei)

SEM.

Oibò, signore, oibò.

ARC.

Lo scettro vi darò.

SEM.

Lo scettro mi darete? Il prenderò.

ARC.

Brava, brava!

SEM.

Però

Che mantenete io vuò

Tutti, tutti quei patti ch'io farò.

ARC.

Cosa son questi patti?

SEM.

Or li dirò:

 

Se sposa sarò,

Io sempre farò

Quel mai che vorrò!

Né mai sentirò

Da voi dirmi no.

ARC.

Non son sì cocò.

SEM.

Io dunque men vo;

Sposarmi non vuò.

ARC.

Fermate; sarò,

Mia cara, un cocò. (partono)

 

 

 


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