Carlo Goldoni
Arcifanfano re dei matti

ATTO TERZO

SCENA ULTIMA

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SCENA ULTIMA

 

Arcifanfano, Semplicina e detti.

 

ARC.

Pazzi, sudditi miei,

Or contenti sarete.

Tutti saper volete

Il nome della nostra gran città;

Ora, ve lo prometto, si saprà.

Vengano innanzi a noi

I sei pazzi novelli.

Io voglio che da quelli,

Uniti alla real persona mia,

Il nome alla cittade oggi si dia.

(vengono avanti sei Pazzi cantando)

 

Saper vogliamo

Da sua Maestà

Il nome proprio

Della città.

 

ARC.

Olà, diasi, o ministri,

Una lettera a ognun dell'alfabeto,

Che il nome abbia a compor chiaro e perfetto.

(I servi pazzi danno a tutti una lettera dell'alfabeto, ed una anche all'Arcifanfano)

ARC.

Su via, tutti schieratevi,

E in buona consonanza accomodatevi.

Or ora si vedrà

Il nome della nostra alma città.

(li va accomodando, ma non si vede nome perfetto)

No, così non va bene;

Tramutarvi conviene. (li dispone diversamente)

Così non viene ancora:

Eh, lo farò ben io venir or ora.

(Li dispone diversamente, e unendosi lui agli altri, si vede dalle lettere formare queste due parole: IL MONDO)

ARC.

Ecco il nome, ecco il nome.

Sarete soddisfatti.

Poco vi vuole a soddisfare i matti.

 

Nel mondo albergano

I savi e i matti;

E si confondono

Spesso fra lor.

Chi pazzo credesi,

Talor è saggio;

E saggio credesi,

Chi ha pazzo il cor.

 

Fine del Dramma.

 

 

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