Carlo Goldoni
L'avaro

ATTO SOLO

Scena Quattordicesima. Cecchino e detti

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Scena Quattordicesima. Cecchino e detti

 

CEC. (ad Eugenia) Il signor Don Fernando brama di riverirla.

EUG. Se non ha cosa di gran premura, digli che a pranzo noi ci vedremo.

CEC. Ha avuto lettere di casa sua. Credo che debba andarsene.

EUG. Così subito? Venga pure. Sentiamo. (Cecchino parte)

CON. Cavaliere, la decisione che si aspetta da Donna Eugenia, non solo esclude la division per metà,ma ogni speranza di quelle picciole grazie che a voi rassembrano indifferenti.

CAV. Ogni uno pensi a suo modo. In quanto a me, non farò mai un'ingiustizia alla virtù della sposa col dubitare di lei. S'ella sarà servita, tanto più sarò io contento d'aver per compagna una dama di merito; e riderò di coloro che pazzamente si lusingassero di usurparmi una scintilla di quell'ardore, che per me solo sarà nel di lei cuor custodito.

EUG. (da sé) (Che nobili sentimenti!)

 

 


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