Carlo Goldoni
L'avvocato veneziano

ATTO SECONDO

SCENA NONA

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SCENA NONA

 

Beatrice e detti.

 

BEAT. Eccomi a voi.

ALB. (Manco mal; l’è vegnuda a tempo). (da sé)

BEAT. Che vuol dire che vi veggo tutti due turbati e sospesi? Rosaura, pare che abbiate le lacrime agli occhi.

ROS. Cara amica, partiamo.

BEAT. Già me n’accorgo. Questo signor avvocato, indurito come un marmo, è inflessibile alle vostre preghiere, alle vostre lacrime. Vuol trattar la causa, non è egli vero? Vuol difendere il signor Florindo e precipitare la povera signora Rosaura? Ma che? Nemmeno mi rispondete? È questa tutta la vostra civiltà? Che ne dite, Rosaura, è un bell’uomo il signor Alberto? Ma nemmen voi parlate? Cos’è questa novità? Siete due statue? Io non vi capisco. Volete che ve la dica? mi parete due pazzi, e per non impazzire con voi, vi do il buon giorno, e me ne vado per i fatti miei. (parte)

 

 

 


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