Carlo Goldoni
L'avvocato veneziano

ATTO SECONDO

SCENA SEDICESIMA

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SCENA SEDICESIMA

 

Il conte Ottavio e detti.

 

CON. Che cosa c’è? Si grida?

DOTT. Quel temerario mi ha perduto il rispetto.

COL. Briccone! Non lo conosci?

ARL. El dis che sti do zecchini, che ho trovà sotto el candelier, li ho da spartir con Colombina.

CON. Lascia vedere quei due zecchini.

ARL. Eccoli qua, li ho trovadi mi.

COL. Sono metà per uno.

CON. Questi sono li due zecchini che avevo io ieri sera; sono miei, e voi altri andate al diavolo.

ARL. Come!...

COL. L’ho caro; né tu, né io.

DOTT. Ecco terminata la lite.

ARL. Sior Conte, i mi do zecchini.

CON. Se parli, ti bastono.

ARL. Maledetta Colombina! per causa toa; ma ti me la pagherà. (parte)

COL. Sì, ho piacere che non li abbia colui. Signor Conte, m’immagino che li avrà presi per darli a me.

CON. Eh, non mi seccate.

COL. (Spiantataccio! Fanno così costoro. Vanno alle conversazioni per iscroccare, e giuocano per negozio). (da sé, parte)

 

 

 


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