Carlo Goldoni
L'avvocato veneziano

ATTO TERZO

SCENA SESTA

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SCENA SESTA

 

Beatrice, poi Alberto, poi Colombina

 

BEAT. Costui non sa mai quel che diavol si dica. Ma ecco il signor Alberto.

ALB. Ghe domando scusa, se me son preso l’ardir d’incomodarla.

BEAT. E bene, come è andata la causa?

ALB. La causa l’ho guadagnada, ma ho perso el cuor.

BEAT. E la povera signora Rosaura ha persa la lite?

ALB. E la povera signora Rosaura ha perso la lite. (sospira)

BEAT. Sì, fate come il coccodrillo, che uccide e poi piange.

ALB. Se la vedesse qua dentro, no la dirave cussì. Son qua da ella, za che la gh’ha tanto amor per siora Rosaura e tanta bontà per mi, son qua a pregarla con tutte le vissere, con tutto el cuor, a rappresentarghe el mio rincrescimento, assicurarla del mio dolor.

BEAT. Io non ho difficoltà di farlo, ma quest’ufficio sarebbe grato alla signora Rosaura, se lo faceste da voi.

ALB. La vede ben, a mi no me xe lecito de andarla a trovar a casa. No ghe son mai stà; per nissun titolo me posso tor una tal libertà.

BEAT. Trattenetevi qui. Può essere che ella venga a sfogar meco le sue passioni.

ALB. El ciel volesse che la vegnisse! Chi sa? Se la gh’ha per mi quell’istessa bontà che la mostrava d’aver, gh’ho un progetto da farghe, che me lusingo la poderà risarcir.

COL. Signora padrona, è qui la signora Rosaura che vorrebbe riverirla.

ALB. La fortuna me favorisse.

BEAT. Dille che è padrona.

COL. (Poverina! è molto malinconica! Causa questo signor veneziano!) (parte)

BEAT. Eccola, signor Alberto.

ALB. Oimè! che sudor freddo! Tremo tutto. Per amor del cielo, la lassa che me sconda per un pochetto; vôi sentir come che la pensa de mi.

BEAT. Vedete; in questa camera non vi è altra porta che quella: da dove, se uscite, incontrate per l’appunto la signora Rosaura. Sentitela che sale le scale.

ALB. Se la me assalta con collera, dubito de morir sulla botta. La prego, la lassa che me sconda sul pergolo, che me serra drento, che senta con che caldo la concepisse el motivo della so desgrazia. Cara ella, no la ghe diga gnente. La me fazza sto .

BEAT. Fate ciò che vi aggrada, non parlerò.

ALB. Fortuna, te ringrazio; sentirò senza esser visto, e prenderò regola dai effetti della so passion. (va sul poggiolo, e si serra dentro)

BEAT. Grand’amore ha il signor Alberto per Rosaura; e ha avuto cuore di farle contro? Io non la so capire.

 

 

 


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