Carlo Goldoni
I bagni di Abano

ATTO PRIMO

SCENA QUINTA   Camera nella casa comune del bagno.   Luciano, poi Marubbio

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SCENA QUINTA

 

Camera nella casa comune del bagno.

 

Luciano, poi Marubbio

 

LUC.

Ehi Pirotto, Pirotto; oh disgraziato,

Nel bagno mi ha lasciato,

E non l'ho più veduto.

Solo venir sin qui mi è convenuto.

A ogni passo ch'io faccio

Mi sembra di cadere.

Non vi è alcun che mi porga da sedere?

Ehi! chi è'di ?

MAR.

Signore.

LUC.

Per carità, vi prego,

Datemi da seder.

MAR.

Vi servo subito.

LUC.

Oimè! nel ventre mio sento un decubito.

MAR.

Ecco la sedia.

LUC.

Oh tosse benedetta! (tossendo)

MAR.

Via, sedete, signor.

LUC.

Non tanta fretta. (siede adagio)

MAR.

Perché fatepiano?

LUC.

Il moto un po' violente

La macchina scompone facilmente.

Oimè! quella finestra.

Chiudetela, vi prego.

MAR.

In questo caldo,

L'aria che gioca, tempera gli ardori.

LUC.

L'aria sottil s'insinua per i pori.

MAR.

Volete altro da me?

LUC.

Dite a Pirotto

Che subito mi porti

Una tazza di brodo senza sale.

Oimè! che cosa è questa?

MAR.

Tutto il male che avete, è nella testa. (parte)

 

 

 


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