Carlo Goldoni
I bagni di Abano

ATTO SECONDO

SCENA QUATTORDICESIMA   Luciano, Rosina, Lisetta, Pirotto, Marubbio ed il suddetto

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SCENA QUATTORDICESIMA

 

Luciano, Rosina, Lisetta, Pirotto, Marubbio ed il suddetto.

 

LUC.

Oh la gran bella cosa!

 

LIS.

È bella assai.

 

PIR.

Un giardino più bel non vidi mai.

 

PIR.

Cosa dite, Rosina?

 

ROS.

Questa gran novità non so che sia.

 

MAR.

Io la credo senz'altro una magia.

 

ROS.

Vado, quand'è così... (vuol partire)

 

LA FL.

Bella, restate.

 

ROS.

Chi siete voi? parlate.

 

LA FL.

Il giardiniero io sono,

E reco a voi di questi fiori il dono.

(presenta un mazzo di fiori a Rosina, l'altro a Lisetta)

 

LIS.

Grazie. Che buon odor!

 

ROS.

Non me ne fido.

 

LIS.

Di che avete timore? Io me ne rido.

Sentite che fragranza. (a Rosina, odorando i fiori)

 

ROS.

È vero, è un grato odor che ogn'altro avanza. (a Rosina1, odorando i fiori)

Senta, signor Luciano.

 

LIS.

Senta, senta.

 

LUC.

Oh che soave odore!

Ma qual fiamma d'amor mi sento al core?

 

LIS.

Marubbio, senti un po'.

 

ROS.

Pirotto, odora.

 

MAR.

Quest'odore m'incanta.

 

PIR.

Ei m'innamora.

 

LA FL.

(I colpi son già fatti.

Or mi voglio goder quei cinque matti). (si ritira)

 

 

LUC.

} a tre

Oimè, cosa sento!

Mi brucia di drento

Le viscere e il cor.

PIR.

MAR.

ROS.

} a due

Che avete? che fate?

Smaniate? perché?

LIS.

LUC.

} a tre

Non posso star saldo

Son caldo d'amor.

PIR.

MAR.

ROS.

} a due

Andate, baggiano,

Lontano da me.

LIS.

LUC.

} a tre

Mia cara, per pietà..

PIR.

MAR.

ROS.

} a due

Andate via di qua.

LIS.

LUC.

} a tre

Non posso più star.

PIR.

MAR.

ROS.

} a due

Lasciatemi star.

LIS.

LUC.

} a tre

Perché no?

PIR.

MAR.

ROS.

} a due

Fuggirò.

LIS.

LUC.

} a tre

Per pietà.

PIR.

MAR.

ROS.

} a due

Via di qua.

LIS.

 

(Le due donne fuggono, e vanno sulle scalinate, una di qua e una di . Pirotto e Marubbio vogliono loro correr dietro, e nell'atto che vogliono salir le scale, due mostri impediscono il passo)

 

 

LUC.

Correr non posso,

Son troppo grosso;

Forza non ho.

 

 

PIR.

} a due

Oimè!

MAR.

LUC.

Cosa c'è?

 

PIR.

} a due

Non si ponno seguitar.

MAR.

ROS.

} a due

Malcreati, - disgraziati,

Imparate - le zitelle,

Poverelle, - a rispettar.

LIS.

LUC.

} a tre

Ah, nel , - dall'affetto

Io mi sento divorar.

PIR.

MAR.

TUTTI

Che prodigi! - che prestigi!

Tanti diavoli qui stanno,

Che mi fanno disperar.

 

PIR.

} a due

Non posso più star saldo,

Mi cresce ognora il caldo,

Mi voglio rinfrescar. (saltano sulla fontana)

MAR.

LUC.

Cosa fate?

 

PIR.

} a due

Osservate:

Io mi vado a sollazzar.

(si gettano nella fontana, e non si vedono più)

MAR.

ROS.

} a due

Oh che pazzi! - Dentro i guazzi

Vanno il foco ad ammorzar.

LIS.

LUC.

Dove son? più non li vedo. (osserva nella fontana)

Affogati già li credo.

Non li voglio seguitar.

(Pirotto e Marubbio compariscono sulla ringhiera)

 

ROS.

} a due

Oimè!

LIS.

PIR.

} a due

Siamo qui.

MAR.

LUC.

Ma come?

 

PIR.

} a due

Sta . (a Luciano)

MAR.

TUTTI

Che cosa portentosa

Che tutti fa tremar!

 

PIR.

} a due

Mia cara! (vogliono abbracciare le donne)

MAR.

ROS.

} a due

Briccone!

LIS.

 

(Mentre li due uomini insolentano le donne, queste spariscono)

 

PIR.

} a due

Pietà!

MAR.

ROS.

} a due

Via di qua.

LIS.

LUC.

Sono ite, son sparite

Io ne godo in verità.

 

PIR.

} a due

Le ha portate per dispetto

Il demonio via di qua.

MAR.

LUC.

} a tre

Eppur sento che nel petto

L'amor mio crescendo va.

PIR.

MAR.

LUC.

Eccole qua. (Le donne escono da due cespugli laterali)

 

MAR.

} a due

Eccole qua.

PIR.

ROS.

} a due

Dove sono, poverina?

LIS.

LUC.

Mia Lisetta, mia Rosina,

Tutte due venite qua,

E voi altri state . (a Pirotto e Marubbio)

(Li due della ringhiera fondano nelle colonne e non si vedono più)

 

ROS.

} a due

Dove son? più non li vedo.

All'inferno già li credo.

LIS.

LUC.

Via, carine, per pietà.

 

ROS.

} a due

Signor no. State

LIS.

 

(li due compariscono dalla fontana)

 

LUC.

} a tre

Eccoli qua, eccoli qua.

ROS.

LIS.

LI TRE UOMINI

Bel visetto, per pietà.

 

LE DUE DONNE

Maledetto, via di qua.

 

LI TRE UOMINI

Tant'amore - m'arde il core.

 

LE DUE DONNE

Di furore - m'arde il sen.

 

 

(Esce Monsieur la Flour, e li tocca tutti con una verga, e parte)

 

TUTTI

Ah, ah, ah, ah. (si guardano ridendo)

La bella Girometta è bella come un fior.

È tanto graziosetta che mi consola il cor. (partono)

 


 

 

 





p. -
1 Così nel testo, ma evidentemente è "a Lisetta, odorando i fiori" [Nota per l'edizione elettronica Manuzio]



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