Carlo Goldoni
I bagni di Abano

ATTO TERZO

SCENA DECIMA   Marubbio vestito da Notaro, e detti

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SCENA DECIMA

 

Marubbio vestito da Notaro, e detti.

 

MAR.

(Io vuò con questo pazzo

Buscar qualche denaro, e aver sollazzo).

ROS.

Chi è costui?

LUC.

Padron caro,

Vussignoria chi è?

MAR.

Sono il notaro.

LUC.

Favorisca, vorrei far testamento.

MAR.

Quando?

LUC.

In questo momento.

MAR.

Ed io la servirò.

LUC.

Scrivete, ecco la carta; io detterò.

MAR.

(Siede al tavolino, e Luciano siede poco lontano)

ROS.

(Son curiosa sentir; se fosse ricco,

Vorrei fargli cambiare in un momento

In contratto di nozze il testamento).

 

LUC.

Lascio al mio fratel carnale

Una possession che vale

Mille doppie, e ancora più.

ROS.

(Principia assai bene,

La somma va su).

LUC.

Lascio a Nardo, mio parente,

De' miei mobili il valsente,

Che a due mille arriverà.

ROS.

(Due mille, tre mille.

Crescendo si va).

LUC.

Lascio il resto de' miei beni,

Che son scudi venti mille,

Dispensati per le ville

Della mia comunità.

ROS.

(Va bene. Vogl'io

La sua eredità).

LUC.

Scrivete. (al Notaro)

ROS.

Fermate. (al Notaro)

LUC.

Lasciatelo far.

ROS.

Sentite - badate,

Vi voglio parlar.

LUC.

Via dite, parlate,

Vi voglio ascoltar.

ROS.

Sarebbe meglio assai,

Che moglie voi prendeste.

Felice voi sareste

In pace e sanità.

LUC.

La moglie... sì... vorrei...

Ma con i mali miei...

Notaro, scrivete.

ROS.

Notaro, fermate.

Vi voglio parlar. (a Luciano)

LUC.

Vi voglio ascoltar.

ROS.

Una sposina bella

Alfin vi guarirà.

LUC.

Ah, se voi foste quella...

Se mi voleste... ma...

Scrivete. (al Notaro)

ROS.

Fermate. (al Notaro)

Per me vi prenderò,

E vi risanerò

Da tutto il vostro mal.

LUC.

Contento sarò io.

ROS.

Sarete l'idol mio.

a due

Notaro, non scrivete,

Ve ne potete andar.

Andate, che vi mando

A farvi soddisfar.

LUC.

Voi sarete mia cara sposina.

ROS.

Voi sarete il mio caro marito.

LUC.

Voi sarete la mia medicina.

ROS.

Presto, presto sarete guarito.

a due

Che diletto - mi sento nel petto!

Bel piacere che amore mi .

ROS.

Ma il contratto

Delle nozze

Fra di noi quando si fa?

LUC.

Il notaro

Se n'è andato.

Si è mandato via di qua.

a due

Ehi notaro, dove siete?

Dove andato mai sarà?

(Si trasforma il tavolino, e comparisce il Notaro)

a due

Eccolo qui... (tremando sempre)

Come così...

Presto tornò?

ROS.

Presto, la mano... (a Luciano)

LUC.

Ecco la mano...

a due

Scrivete, signore... (al Notaro)

Mi palpita il core.

Non posso parlar.

LUC.

Quest'è la sposa mia.

ROS.

Quest'è lo sposo mio.

a due

Facciamo il matrimonio.

Quel brutto testimonio

Chi diavolo sarà?

Amor mi contento.

Colui mi fa spavento.

Noi siamo maritati,

Ma mezzi spiritati;

Fra gioia e fra timore

Il core se ne sta. (partono)

(Torna il tavolino a chiudersi come era prima)

 

 

 


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