Carlo Goldoni
La bancarotta, o sia il mercante fallito

ATTO TERZO

SCENA SESTA

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SCENA SESTA

 

Marcone e detti.

 

MARC. Eccomi di ritorno.

PANT. Compare, vu m'avè menà una zoggia.

MARC. Ah? che ne dite?

PANT. Gnor sì, gnor no, a tutto pasto.

MARC. Signora Graziosa.

GRAZ. Gnor.

MARC. Vi pare che il signor Pantalone sia una persona di merito?

GRAZ. Nol so.

PANT. Caro vu, feme un servizio, menela de in portego, che debotto la me fa vegnir mal.

MARC. Vossignoria non conosce il buono.

PANT. Tegnivela a cara, che la xe una cossa particolar.

MARC. Volete venire in sala?

GRAZ. Gnor sì.

PANT. Gh'ala bisogno de gnente?

GRAZ. Gnor no.

MARC. Fate una riverenza al signor Pantalone.

GRAZ. Gnor sì. (fa una riverenza sgarbata e parte)

PANT. Compare, co no gh'avè de meggio, stè mal.

MARC. Non conoscete il buono, vi dico. È una giovine semplice, semplicissima, e non è male ch'ella sappia dir di sì e di no secondo le congiunture. (parte)

 

 

 


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