Carlo Goldoni
Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno

ATTO PRIMO

SCENA DODICESIMA

Precedente

Successivo

Link alle concordanze:  Normali In evidenza

I link alle concordanze si evidenziano comunque al passaggio

SCENA DODICESIMA

 

Il Re, poi Menghina

 

RE

Nuova specie di pena io provo al core:

V'è chi langue d'amore

Non trovando pietà nel caro oggetto;

Io tormentato son dal troppo affetto.

Ma ecco a me sen viene

La vezzosa Menghina,

Tutta grazia e beltà.

MENG.

Fo riverenza a vostra Maestà...

RE

Siete molto graziosa!

MENG.

Vostra Maestà mi burla.

RE

No, cara, dico il vero.

MENG.

Io non vi credo un zero:

Quella parola «cara»

Mostra che voi di me prendete gioco,

Mentre cara non son, ma vaglio poco.

RE

Bella vivacità! Dunque comprarvi

Posso sperare.

MENG.

Io non son qui venuta

Per vendermi, signor; son già venduta.

RE

Ma quel che v'ha comprato

Non sembra di voi degno.

Meritereste un regno,

Cara la mia Menghina.

MENG.

Vostra non son, ma vostra è la regina.

RE

Se innalzarvi pretendo,

Nell'onor non v'offendo.

MENG.

Ed io, purché l'onor non abbia intoppi,

Mi lascierò innalzar fin sopra i coppi.

 

 

 


Precedente

Successivo

Best viewed with any browser at 800x600 or 768x1024 on Tablet PC
IntraText® (VA1) - Some rights reserved by Èulogos SpA - 1996-2009. Content in this page is licensed under a Creative Commons License