Carlo Goldoni
Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno

ATTO SECONDO

SCENA SECONDA

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SCENA SECONDA

 

Menghina vestita da cittadina, e detti.

 

MENG.

Largo, largo alla signora;

Chi m'inchina? Chi mi onora?

Gente bassa, via di qua,

Ah, ah, ah, ah, ah, ah, ah. (ride)

 

RE

Or sì che la bellezza

Tutta risplende in voi.

MENG.

Lo sappiamo anche noi.

ERM.

Di voi più bel sembiante

Si cercherebbe invano.

MENG.

Baciatemi la mano.

ERM.

Volentieri.

RE

E di fare lo stesso io non ricuso.

MENG.

Lo so, lo so; tal complimento è in uso.

RE

Ma voi state assai bene.

MENG.

E pur non son contenta.

Quest'abito non è fatto alla moda;

Ha poca, ha poca coda,

Tutto mi sembra stretto.

Che busto maledetto!

Non so come si possa,

Per bella comparir, rompersi l'ossa.

ERM.

E pur dice il proverbio:

Chi bella vuol parere,

La pelle ha da dolere.

MENG.

Ed io vi dico:

Chi è brutta di natura,

Farsi bella con arte invan procura.

RE

Ma voi che bella siete,

Così più risplendete.

MENG.

Obbligatissima. (ironica)

Burlar lei si compiace:

Lei m'adula, signor, e pur mi piace.

ERM.

Più rispetto col re.

MENG.

Fra genti grandi

Non passa differenza,

E si tratta fra noi con confidenza.

RE

Brava, così mi piace.

ERM.

Siete molto vivace.

RE

Ho per voi dell'amore.

ERM.

Io del rispetto.

MENG.

Lasciate che ambidue vi stringa al petto.

 

 

 


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