Carlo Goldoni
La bottega del caffè

ATTO SECONDO

Scena Ventiquattresima. Eugenio, Vittoria e Ridolfo

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Scena Ventiquattresima. Eugenio, Vittoria e Ridolfo

 

EUGENIO (Bravando verso la porta della ballerina) Vile, codardo, fuggi? Ti nascondi? Vien fuori, se hai coraggio.

VITTORIA (si presenta ad Eugenio) Se volete sangue, spargete il mio.

EUGENIO Andate via di qui, donna pazza, donna senza cervello.

VITTORIA Non sarà mai vero ch'io mi stacchi viva da voi.

EUGENIO (minacciandola con la spada) Corpo di bacco, andate via, che farò qualche sproposito.

RIDOLFO (con arme alla mano corre in difesa di Vittoria e si presenta contro Eugenio) Che pretende di fare, padron mio? Che pretende? Crede per aver quella spada di atterrir tutto il mondo? Questa povera donna innocente non ha nessuno che la difenda, ma finché avrò sangue la difenderò io. Anche minacciarla? Dopo tanti strapazzi, che le ha fatti, anche minacciarla? (a Vittoria) Signora, venga con me, e non abbia timor di niente.

VITTORIA No, caro Ridolfo; se mio marito vuol la mia morte, lasciate che si soddisfaccia. Via, ammazzami, cane, assassino, traditore: ammazzami, disgraziato, uomo senza riputazione, senza cuore, senza coscienza.

EUGENIO (rimette la spada nel fodero senza parlare, mortificato)

RIDOLFO (ad Eugenio) Ah, signor Eugenio, vedo che già è pentito, ed io le domando perdono, se troppo temerariamente ho parlato. Vossignoria sa se le voglio bene, e sa cosa ho fatto per lei, onde anche questo mio trasporto lo prenda per un effetto d'amore. Questa povera signora mi fa pietà. È possibile, che le sue lagrime non inteneriscano il di lei cuore?

EUGENIO (si asciuga gli occhi, e non parla)

RIDOLFO (piano a Vittoria) Osservi, signora Vittoria, osservi il signor Eugenio; piange, è intenerito, si pentirà , muterà vita, stia sicura, che le vorrà bene.

VITTORIA Lacrime di coccodrillo! Quante volte mi ha promesso di mutar vita! Quante volte colle lagrime agli occhi mi ha incantata! Non gli credo più; è un traditore, non gli credo più.

EUGENIO (freme tra il rossore, e la rabbia. Getta il cappello in terra da disperato, e senza parlare va nella bottega interna del caffè)

 


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